
Il governo federale austriaco ha approvato una modifica significativa al Regolamento sui Displaced Persons (Vertriebenen-Verordnung), che disciplina lo status di protezione temporanea concesso a chi fugge dall’invasione russa dell’Ucraina. La modifica, approvata durante la 64ª riunione del Consiglio dei Ministri il 30 settembre e pubblicata il 1° ottobre, stabilisce che i cittadini ucraini di sesso maschile soggetti alla leva obbligatoria potranno ottenere il permesso di soggiorno speciale per “displaced persons” solo se dimostrano di aver completato il servizio militare o di essere ufficialmente esentati. La prova può consistere in un certificato di smobilitazione, attestazione di invalidità o conferma di rinvio. La nuova norma si applica agli ucraini entrati in Austria dal 1° agosto 2026 in poi e non riguarda i circa 98.000 ucraini che già possiedono una carta di protezione temporanea valida.
Parallelamente, Vienna ha esteso la protezione temporanea per tutti gli ucraini idonei fino al 4 marzo 2028, allineandosi così all’ultima proroga a livello UE. Il pacchetto normativo chiarisce inoltre che i beneficiari non possono detenere contemporaneamente uno status di protezione in più di uno Stato membro dell’UE, un aspetto che ha creato difficoltà ai responsabili della mobilità internazionale nel trasferire personale attraverso i confini interni Schengen.
Secondo fonti del Ministero dell’Interno, il controllo più rigoroso sugli uomini in età militare mira a evitare la “doppia protezione” e a rispondere alle preoccupazioni che l’Austria possa diventare un rifugio per i renitenti alla leva, in un momento in cui l’Ucraina intensifica la mobilitazione. Il governo sottolinea che i casi umanitari — come padri di tre o più figli, assistenti di parenti disabili o persone non idonee al servizio per motivi medici — restano comunque eleggibili.
Le implicazioni pratiche per i datori di lavoro sono rilevanti. Le aziende che sponsorizzano lavoratori ucraini dovranno ora verificare che ogni dipendente maschio tra i 18 e i 60 anni, arrivato dopo il 1° agosto, possa fornire la documentazione richiesta prima di presentare la domanda per l’‘Ausweis für Vertriebene’. I team di mobilità dovranno prevedere tempi più lunghi per l’inserimento, poiché le autorità austriache prevedono controlli più approfonditi presso gli uffici immigrazione di Vienna (MA 35) e presso le autorità distrettuali delle regioni.
Le imprese dovrebbero inoltre verificare il proprio personale ucraino già presente per assicurarsi che chi viaggia frequentemente non crei involontariamente conflitti di status di soggiorno in altri Paesi UE. Il Ministero dell’Interno ha promesso indicazioni dettagliate nei prossimi giorni, ma consiglia ai cittadini ucraini di portare sempre con sé i documenti originali quando attraversano i confini austriaci, soprattutto in considerazione dei controlli interni ancora attivi con Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.
I datori di lavoro sono invitati a informare tempestivamente i dipendenti interessati e a collaborare con i fornitori di servizi di relocation per aggiornare checklist di arrivo e modelli di documentazione.
Parallelamente, Vienna ha esteso la protezione temporanea per tutti gli ucraini idonei fino al 4 marzo 2028, allineandosi così all’ultima proroga a livello UE. Il pacchetto normativo chiarisce inoltre che i beneficiari non possono detenere contemporaneamente uno status di protezione in più di uno Stato membro dell’UE, un aspetto che ha creato difficoltà ai responsabili della mobilità internazionale nel trasferire personale attraverso i confini interni Schengen.
Secondo fonti del Ministero dell’Interno, il controllo più rigoroso sugli uomini in età militare mira a evitare la “doppia protezione” e a rispondere alle preoccupazioni che l’Austria possa diventare un rifugio per i renitenti alla leva, in un momento in cui l’Ucraina intensifica la mobilitazione. Il governo sottolinea che i casi umanitari — come padri di tre o più figli, assistenti di parenti disabili o persone non idonee al servizio per motivi medici — restano comunque eleggibili.
Le implicazioni pratiche per i datori di lavoro sono rilevanti. Le aziende che sponsorizzano lavoratori ucraini dovranno ora verificare che ogni dipendente maschio tra i 18 e i 60 anni, arrivato dopo il 1° agosto, possa fornire la documentazione richiesta prima di presentare la domanda per l’‘Ausweis für Vertriebene’. I team di mobilità dovranno prevedere tempi più lunghi per l’inserimento, poiché le autorità austriache prevedono controlli più approfonditi presso gli uffici immigrazione di Vienna (MA 35) e presso le autorità distrettuali delle regioni.
Le imprese dovrebbero inoltre verificare il proprio personale ucraino già presente per assicurarsi che chi viaggia frequentemente non crei involontariamente conflitti di status di soggiorno in altri Paesi UE. Il Ministero dell’Interno ha promesso indicazioni dettagliate nei prossimi giorni, ma consiglia ai cittadini ucraini di portare sempre con sé i documenti originali quando attraversano i confini austriaci, soprattutto in considerazione dei controlli interni ancora attivi con Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.
I datori di lavoro sono invitati a informare tempestivamente i dipendenti interessati e a collaborare con i fornitori di servizi di relocation per aggiornare checklist di arrivo e modelli di documentazione.
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