
Relotus Relocation, una delle principali società di consulenza per l’immigrazione in Spagna, ha pubblicato nuove linee guida su come i titolari di permessi di studio, carte di ricongiungimento familiare o altri status non lavorativi possano convertire il loro titolo in un permesso di lavoro standard (autorizzazione di residenza e lavoro per conto terzi) secondo il Real Decreto 1155/2024. L’articolo, pubblicato il 7 ottobre 2026, illustra tre percorsi: (1) modifica della carta di soggiorno per studenti dopo un anno di studi, (2) transizione dal ricongiungimento familiare dopo un anno di residenza, e (3) cambio eccezionale basato su legami sociali (arraigo social).
Vengono evidenziate le insidie documentali, in particolare l’obbligo di registrare elettronicamente il contratto di lavoro presso il Servizio Pubblico per l’Impiego spagnolo (SEPE) prima di presentare la domanda online. La consulenza segnala che l’ufficio Extranjería di Madrid sta attualmente gestendo le modifiche ‘cuenta ajena’ presentate entro il 22 agosto 2026, offrendo alle aziende una finestra di pianificazione realistica di 8-10 settimane. I richiedenti devono dimostrare un’offerta di lavoro che rispetti almeno il salario minimo interprofessionale (€1.221 lordi al mese nel 2026) e un’assicurazione sanitaria privata valida, a meno che non siano iscritti al sistema di sicurezza sociale fin dal primo giorno.
Per le imprese, il messaggio principale è che convertire un lavoratore straniero già presente in Spagna può essere più rapido rispetto all’avvio di un nuovo permesso di lavoro dall’estero, a condizione che il rapporto di lavoro sia stabile e che il test del mercato del lavoro (rapporto CAT) sia superato o esentato. Relotus avverte che la presentazione di un fascicolo elettronico incompleto può causare il temuto ‘requerimiento’, con possibili ritardi di mesi nel processo. I team HR dovrebbero quindi verificare la conformità delle lettere di offerta salariale, assicurarsi che le traduzioni giurate dei certificati penali esteri siano corrette e, quando possibile, presentare insieme le domande per i familiari a carico per evitare tempistiche diluite.
La società prevede ulteriori chiarimenti con la pubblicazione, prevista per novembre, delle prossime statistiche trimestrali sui tempi di elaborazione da parte del Ministero dell’Inclusione.
Vengono evidenziate le insidie documentali, in particolare l’obbligo di registrare elettronicamente il contratto di lavoro presso il Servizio Pubblico per l’Impiego spagnolo (SEPE) prima di presentare la domanda online. La consulenza segnala che l’ufficio Extranjería di Madrid sta attualmente gestendo le modifiche ‘cuenta ajena’ presentate entro il 22 agosto 2026, offrendo alle aziende una finestra di pianificazione realistica di 8-10 settimane. I richiedenti devono dimostrare un’offerta di lavoro che rispetti almeno il salario minimo interprofessionale (€1.221 lordi al mese nel 2026) e un’assicurazione sanitaria privata valida, a meno che non siano iscritti al sistema di sicurezza sociale fin dal primo giorno.
Per le imprese, il messaggio principale è che convertire un lavoratore straniero già presente in Spagna può essere più rapido rispetto all’avvio di un nuovo permesso di lavoro dall’estero, a condizione che il rapporto di lavoro sia stabile e che il test del mercato del lavoro (rapporto CAT) sia superato o esentato. Relotus avverte che la presentazione di un fascicolo elettronico incompleto può causare il temuto ‘requerimiento’, con possibili ritardi di mesi nel processo. I team HR dovrebbero quindi verificare la conformità delle lettere di offerta salariale, assicurarsi che le traduzioni giurate dei certificati penali esteri siano corrette e, quando possibile, presentare insieme le domande per i familiari a carico per evitare tempistiche diluite.
La società prevede ulteriori chiarimenti con la pubblicazione, prevista per novembre, delle prossime statistiche trimestrali sui tempi di elaborazione da parte del Ministero dell’Inclusione.
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