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Il voto per lo sciopero della pubblica amministrazione potrebbe colpire le operazioni della Border Force durante il picco invernale

ott 12, 2026
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Il voto per lo sciopero della pubblica amministrazione potrebbe colpire le operazioni della Border Force durante il picco invernale
Il sindacato Public and Commercial Services (PCS) ha annunciato lunedì l’apertura di un referendum per lo sciopero obbligatorio dal 20 ottobre al 1 dicembre, che coinvolgerà oltre 170.000 dipendenti pubblici, inclusi gli agenti della Border Force negli aeroporti, porti e terminal Eurostar. La controversia riguarda salari, un progetto pilota per la settimana lavorativa di quattro giorni, diritti protetti per il lavoro da remoto e il “diritto alla disconnessione”. Se il referendum raggiungerà il quorum del 50% e la maggioranza voterà a favore, l’azione sindacale potrebbe iniziare già a metà dicembre, tradizionalmente il periodo di maggiore afflusso per viaggiatori d’affari e famiglie espatriate.

Impatto sulla mobilità – Gli scioperi PCS precedenti, a dicembre 2022 e febbraio 2023, hanno causato code fino a tre ore a Heathrow e Gatwick, fino all’intervento del personale militare. Sebbene le normative di emergenza del 2025 obblighino il Ministro dell’Interno a garantire servizi di frontiera “non meno efficaci”, le compagnie aeree segnalano che i passeggeri dei voli a lungo raggio hanno comunque subito disagi come coincidenze perse e problemi con l’equipaggio. I travel manager dovrebbero quindi prevedere margini di tempo extra per le coincidenze, consigliare ai viaggiatori VIP di registrarsi ai programmi Registered Traveller o ETA del Regno Unito, se idonei, e preparare modelli di lettera che attestino lo status di lavoratore essenziale nel caso in cui le sale immigrazione raggiungano la capacità massima.

Considerazioni per i datori di lavoro – Le aziende che hanno sponsorizzato visti Frontier Worker o Service Supplier dovrebbero ricordare ai propri assegnati di portare con sé la prova digitale dello status, nel caso in cui gli eGate vengano chiusi e si torni ai controlli manuali. I dati TravelReady di Deloitte mostrano che un’ora di ritardo a Heathrow durante gli scioperi del 2022 è costata a una tipica azienda FTSE-100 circa 8.700 sterline in tempo fatturabile perso.

Prospettive di negoziazione – Funzionari del Cabinet Office hanno dichiarato a The Spectator che i colloqui sono in corso, ma hanno sottolineato che qualsiasi accordo deve rientrare “nei limiti di spesa esistenti”. Il PCS afferma che i membri si sentono “incoraggiati” dall’Employment Rights Act 2026, che ha semplificato le regole per i referendum. Gli analisti di Control Risks stimano al 60% la probabilità di almeno uno sciopero di 48 ore della Border Force entro fine anno.

Prossimi sviluppi – Il risultato del referendum è atteso per il 4 dicembre. Secondo il Minimum Service Levels (Border Security) Regulations 2026, il Ministero dell’Interno deve emettere avvisi di lavoro due settimane prima di qualsiasi sciopero. I team di corporate travel e global mobility dovrebbero monitorare questi avvisi a partire dal 20 novembre e mantenere aggiornati i dipendenti tramite app di monitoraggio viaggiatori.
Fonte: The Spectator

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