
La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) ha pubblicato il suo ultimo bollettino mensile, che mostra come la Svizzera abbia ricevuto 2.122 richieste di asilo a settembre 2026, con un calo del 18%, pari a 449 casi, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sebbene le domande siano aumentate del 12% rispetto ad agosto, le autorità sottolineano che la domanda complessiva di protezione rimane "significativamente al di sotto" dei livelli del 2025. Ancora una volta, l’Afghanistan si conferma al primo posto nella classifica dei paesi di origine con 530 richieste primarie, seguito da Eritrea (321), Algeria (247), Somalia (202) e Turchia (112). Del totale delle richieste, 1.775 erano domande primarie e 347 secondarie (ricongiungimenti familiari, nascite e ripetizioni). Tra gennaio e settembre 2026, la Svizzera ha registrato 15.667 domande di asilo, il 17% in meno rispetto alle 18.877 presentate nello stesso periodo del 2025. A settembre, la SEM ha preso decisioni di primo grado su 2.675 casi, concedendo lo status di rifugiato a 636 persone. Circa 804 individui hanno lasciato la Svizzera sotto supervisione ufficiale; 477 sono partiti volontariamente, mentre 327 sono stati rimpatriati nel paese d’origine, nello stato responsabile secondo il regolamento di Dublino o in un paese terzo sicuro. Per datori di lavoro e responsabili della mobilità, il calo continuo allevia la pressione sui centri di accoglienza e sui servizi cantonali, riducendo il rischio di restrizioni improvvise o problemi di alloggio che potrebbero ripercuotersi sui viaggi di lavoro e sulle missioni internazionali. Tuttavia, la SEM avverte che le richieste di asilo tendono tradizionalmente a crescere in autunno per poi diminuire durante i mesi invernali. Le aziende dovrebbero quindi mantenere piani di emergenza per eventuali cambiamenti improvvisi nella disponibilità di alloggi o nei tempi di elaborazione dei permessi. Strategicamente, i dati rafforzano la posizione di Berna nei negoziati in corso con l’UE sulla riforma del sistema di Dublino e sul più ampio pacchetto "Bilaterali III", dove la Svizzera punta a garantire prevedibilità per i datori di lavoro e meccanismi di solidarietà per future ondate migratorie. I team HR e di mobilità globale dovrebbero monitorare attentamente queste trattative, poiché gli esiti potrebbero influenzare tempistiche di trasferimento, regole sul ricongiungimento familiare e pianificazione dei costi per il 2027 e oltre.
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Le domande di asilo in Svizzera calano del 18% su base annua a settembre 2026