
Uno sciopero di quattro giorni al terminal carburanti Kalecik di Cyprus Turkish Petroleum (K-Pet) si è concluso sabato sera dopo che la direzione ha ritirato i licenziamenti per nove lavoratori. La protesta aveva bloccato le forniture alle stazioni di servizio K-Pet nel nord dell’isola, minacciando di estendersi anche alla Repubblica di Cipro, dove migliaia di automobilisti attraversano regolarmente la Linea Verde per approfittare dei prezzi più bassi alla pompa. La federazione sindacale Dev-Is ha dichiarato che l’azienda ha accettato di ricollocare i dipendenti anziché licenziarli, permettendo così ai camion cisterna di riprendere le operazioni di carico già dalla domenica mattina. Il terminal gestisce circa il 70% del carburante al dettaglio nel nord di Cipro e rifornisce i generatori di diversi resort turistici frequentati da turisti europei in pacchetti vacanza. Durante lo sciopero, il Ministero dell’Energia della Repubblica ha monitorato i flussi di carburante nei depositi del sud, confermando che le scorte di emergenza erano sufficienti, ma gli operatori di taxi e autobus transfrontalieri hanno segnalato code alle stazioni di servizio nei villaggi misti, mentre gli automobilisti greco-ciprioti si affrettavano a fare il pieno temendo carenze. I tour operator avevano avvertito che un’interruzione prolungata avrebbe potuto costringerli a deviare gli autobus verso fornitori più costosi nel sud, aumentando i costi dei pacchetti per il turismo invernale. Con la fine dello sciopero, K-Pet ha annunciato che le consegne torneranno alla normalità entro 24 ore e che i prezzi resteranno invariati. Per i responsabili della mobilità, l’episodio mette in luce l’interdipendenza tra i due mercati energetici dell’isola e i possibili effetti a catena che uno sciopero nel nord può avere sulla logistica dei viaggi d’affari nel sud. Le aziende con flotte transfrontaliere stanno rivedendo i piani di emergenza, includendo carte carburante valide su entrambi i lati e politiche di riserva minima.
Fonte: Cyprus Mail