
Il servizio di monitoraggio in tempo reale KolejkaNaGranicy.pl ha segnalato un'attesa senza precedenti di 151 ore per i camion in ingresso in Polonia al valico Koroszczyn–Kozlovichi con la Bielorussia nella mattina del 21 ottobre 2026. Il blocco, il più lungo registrato da quando il sito ha iniziato a pubblicare le statistiche nel 2024, è causato da una combinazione di fattori: guasti al sistema doganale bielorusso, controlli fitosanitari aggiuntivi in Polonia sui carichi di legname e un aumento delle spedizioni e-commerce stagionali natalizie dirette attraverso l’aeroporto di Minsk.
Mentre gli esportatori polacchi diretti verso est possono deviare tramite il più piccolo valico di Połowiec, gli importatori—soprattutto i rivenditori polacchi in attesa di elettronica di consumo assemblata in Bielorussia—hanno poche alternative. Diverse aziende di logistica con sede a Varsavia hanno noleggiato carri ferroviari per trasportare merci di alto valore attraverso il terminal intermodale Brest–Małaszewicze, ma anche lì la capacità è limitata a causa di lavori di manutenzione sui binari in corso.
Gli autisti bloccati in coda affrontano costi crescenti: le norme UE sul cabotaggio limitano il tempo di permanenza dei camionisti non residenti in Polonia, e le spese giornaliere aumentano rapidamente quando l’attesa supera una settimana. I datori di lavoro devono inoltre monitorare il rispetto del tachigrafo, poiché diventa difficile programmare i periodi di riposo obbligatori.
La Guardia di Frontiera polacca ha dichiarato di aver temporaneamente spostato personale dal vicino terminal passeggeri di Terespol per accelerare i controlli documentali, ma ha sottolineato che le procedure di uscita bielorusse restano il principale collo di bottiglia.
Associazioni di settore come l’Associazione Polacca dei Trasportatori Stradali Internazionali (ZMPD) stanno sollecitando Varsavia a richiedere un incontro bilaterale nell’ambito del Protocollo di Trasporto Polacco-Bielorusso del 2020. Nel frattempo, i responsabili della supply chain dovrebbero deviare le merci sensibili al fattore tempo attraverso la Lituania (Kučiai–Budzisk) o utilizzare servizi ferroviari espressi lungo il confine UE-Bielorussia, nonostante i costi più elevati.
L’episodio è un chiaro monito che le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i valichi orientali della Polonia, con implicazioni dirette sugli impegni di consegna e sulla logistica delle missioni all’estero.
Mentre gli esportatori polacchi diretti verso est possono deviare tramite il più piccolo valico di Połowiec, gli importatori—soprattutto i rivenditori polacchi in attesa di elettronica di consumo assemblata in Bielorussia—hanno poche alternative. Diverse aziende di logistica con sede a Varsavia hanno noleggiato carri ferroviari per trasportare merci di alto valore attraverso il terminal intermodale Brest–Małaszewicze, ma anche lì la capacità è limitata a causa di lavori di manutenzione sui binari in corso.
Gli autisti bloccati in coda affrontano costi crescenti: le norme UE sul cabotaggio limitano il tempo di permanenza dei camionisti non residenti in Polonia, e le spese giornaliere aumentano rapidamente quando l’attesa supera una settimana. I datori di lavoro devono inoltre monitorare il rispetto del tachigrafo, poiché diventa difficile programmare i periodi di riposo obbligatori.
La Guardia di Frontiera polacca ha dichiarato di aver temporaneamente spostato personale dal vicino terminal passeggeri di Terespol per accelerare i controlli documentali, ma ha sottolineato che le procedure di uscita bielorusse restano il principale collo di bottiglia.
Associazioni di settore come l’Associazione Polacca dei Trasportatori Stradali Internazionali (ZMPD) stanno sollecitando Varsavia a richiedere un incontro bilaterale nell’ambito del Protocollo di Trasporto Polacco-Bielorusso del 2020. Nel frattempo, i responsabili della supply chain dovrebbero deviare le merci sensibili al fattore tempo attraverso la Lituania (Kučiai–Budzisk) o utilizzare servizi ferroviari espressi lungo il confine UE-Bielorussia, nonostante i costi più elevati.
L’episodio è un chiaro monito che le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i valichi orientali della Polonia, con implicazioni dirette sugli impegni di consegna e sulla logistica delle missioni all’estero.
Fonte: KolejkaNaGranicy.pl