
Il Consiglio Federale svizzero ha confermato il 19 novembre 2025 che manterrà le attuali quote annuali per i permessi di lavoro nel 2026. Le aziende avranno a disposizione 4.000 permessi a breve termine (permesso L) e 4.500 permessi a lungo termine (permesso B) per professionisti altamente qualificati provenienti da paesi extra UE/AELE, confermando così il tetto di quest’anno.
Il governo manterrà anche le quote trimestrali per i fornitori di servizi basati in UE/AELE (3.000 permessi L e 500 permessi B) e per i cittadini britannici (1.400 permessi L e 2.100 permessi B). Nonostante la Brexit abbia escluso il Regno Unito dal quadro della libera circolazione, le autorità svizzere hanno deciso che una quota dedicata al Regno Unito continua a supportare le imprese nel colmare le lacune di talento, mentre proseguono le trattative politiche per un nuovo accordo bilaterale sulla mobilità.
Spiegando la decisione, il Consiglio Federale ha sottolineato che a fine settembre 2025 erano state utilizzate solo il 52% delle quote per i paesi terzi e il 38% delle quote per i fornitori di servizi. Con un tasso di disoccupazione al 2,1% e carenze di personale persistenti nei settori delle scienze della vita, IT e ingegneria di precisione, Berna ha concluso che la capacità residua è sufficiente e che la prevedibilità è più preziosa per le aziende rispetto a un aumento numerico che potrebbe scatenare reazioni politiche.
Il messaggio per i team di mobilità globale e risorse umane è chiaro: presentare le domande per tempo. Storicamente, le quote per i fornitori di servizi sono le prime a esaurirsi, soprattutto nei picchi di progetto del quarto trimestre. Newland Chase consiglia di evitare domande “last minute”, di ridurre, dove possibile, la durata delle missioni sotto la soglia dei 120 giorni prevista dalla quota e di restituire i permessi non utilizzati affinché le autorità cantonali possano riassegnarli.
Da un punto di vista strategico, la decisione allinea la Svizzera agli Stati membri UE vicini che stanno adottando quadri di quote stabili e pluriennali per offrire alle imprese maggiore certezza nella pianificazione. Segnala inoltre che la Svizzera vede nell’apertura controllata — e non in una liberalizzazione totale — la strada per sostenere la crescita economica senza scatenare reazioni interne sui livelli migratori.
Il governo manterrà anche le quote trimestrali per i fornitori di servizi basati in UE/AELE (3.000 permessi L e 500 permessi B) e per i cittadini britannici (1.400 permessi L e 2.100 permessi B). Nonostante la Brexit abbia escluso il Regno Unito dal quadro della libera circolazione, le autorità svizzere hanno deciso che una quota dedicata al Regno Unito continua a supportare le imprese nel colmare le lacune di talento, mentre proseguono le trattative politiche per un nuovo accordo bilaterale sulla mobilità.
Spiegando la decisione, il Consiglio Federale ha sottolineato che a fine settembre 2025 erano state utilizzate solo il 52% delle quote per i paesi terzi e il 38% delle quote per i fornitori di servizi. Con un tasso di disoccupazione al 2,1% e carenze di personale persistenti nei settori delle scienze della vita, IT e ingegneria di precisione, Berna ha concluso che la capacità residua è sufficiente e che la prevedibilità è più preziosa per le aziende rispetto a un aumento numerico che potrebbe scatenare reazioni politiche.
Il messaggio per i team di mobilità globale e risorse umane è chiaro: presentare le domande per tempo. Storicamente, le quote per i fornitori di servizi sono le prime a esaurirsi, soprattutto nei picchi di progetto del quarto trimestre. Newland Chase consiglia di evitare domande “last minute”, di ridurre, dove possibile, la durata delle missioni sotto la soglia dei 120 giorni prevista dalla quota e di restituire i permessi non utilizzati affinché le autorità cantonali possano riassegnarli.
Da un punto di vista strategico, la decisione allinea la Svizzera agli Stati membri UE vicini che stanno adottando quadri di quote stabili e pluriennali per offrire alle imprese maggiore certezza nella pianificazione. Segnala inoltre che la Svizzera vede nell’apertura controllata — e non in una liberalizzazione totale — la strada per sostenere la crescita economica senza scatenare reazioni interne sui livelli migratori.
Fonte: Newland Chase
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Svizzera.Di più da Svizzera
Visualizza tutto
L’esercitazione antincendio su larga scala all’aeroporto di Ginevra potrebbe congestionare le strade di accesso notturne
L'aeroporto di Zurigo lancia il sistema di ingresso/uscita UE con i varchi biometrici di Secunet