
Hong Kong ha fissato una tempistica concreta per una delle sue iniziative di mobilità più innovative: il lancio di grandi velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) in grado di trasportare passeggeri attraverso la città e l’ampia area della Greater Bay. Durante una conferenza sull’economia a bassa quota tenutasi a Pechino il 14 dicembre, Dominic Chow Wing-hang, Vice Direttore Generale dell’Aviazione Civile, ha dichiarato che la città punta a certificare e mettere in servizio commerciale droni passeggeri senza pilota “entro i prossimi due o tre anni”. Ha sottolineato che le tariffe punto a punto potrebbero essere “significativamente più economiche rispetto ai servizi elicotteristici attuali”, posizionando questi velivoli come un’alternativa di massa e non un lusso esclusivo.
Il piano si basa sul “Regulatory Sandbox X” del Bureau dei Trasporti e della Logistica, lanciato all’inizio del mese, che consente a produttori come EHang e AutoFlight di testare veicoli eVTOL di peso superiore a 150 kg lungo corridoi prestabiliti in condizioni reali. Il Dipartimento dell’Aviazione Civile utilizza i dati di questi test per elaborare un quadro normativo per la certificazione di tipo, le regole per il rilascio delle licenze di volo e gli standard di progettazione dei vertiporti, che rispecchieranno – ma semplificheranno – le linee guida globali emergenti dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, le autorità cittadine vedono negli eVTOL un modo per alleviare il traffico congestionato ai valichi terrestri e permettere ai dirigenti con poco tempo di spostarsi in pochi minuti tra Hong Kong, Shenzhen, Qianhai e Macao. Fonti del settore stimano che un volo drone di 35 chilometri da Central a Qianhai potrebbe durare 15 minuti porta a porta, contro i 90 minuti in auto nelle ore di punta. La tecnologia si integra inoltre con la spinta di Pechino a sviluppare un’“economia a bassa quota” del valore di 1.000 miliardi di yuan (140 miliardi di dollari) entro il 2030, offrendo a Hong Kong l’opportunità di diventare un polo regionale per la produzione, la manutenzione e i centri di comando e controllo.
La città sta già preparando le infrastrutture fisiche. L’Airport Authority Hong Kong sta individuando siti per vertiporti sui tetti a Central, Kowloon East e nell’area della terza pista dell’Aeroporto Internazionale di Hong Kong, mentre la MTR Corporation ha proposto di integrare piattaforme per droni nelle nuove stazioni ferroviarie. I colossi immobiliari Sun Hung Kai e Henderson Land sarebbero in trattative per adattare i loro grattacieli di categoria A con stazioni di scambio batterie e lounge per passeggeri.
Per i manager della mobilità globale, l’annuncio conferma la determinazione di Hong Kong a mantenere il vantaggio su hub rivali come Singapore e Dubai nella mobilità aerea di nuova generazione. Sebbene la certezza normativa sia prevista tra due anni, le multinazionali con grandi flussi pendolari tra Hong Kong e le città della Cina continentale dovrebbero iniziare a considerare i trasferimenti con eVTOL, le posizioni dei vertiporti e le nuove regole di sicurezza nelle loro future politiche di viaggio e programmi di duty of care.
Il piano si basa sul “Regulatory Sandbox X” del Bureau dei Trasporti e della Logistica, lanciato all’inizio del mese, che consente a produttori come EHang e AutoFlight di testare veicoli eVTOL di peso superiore a 150 kg lungo corridoi prestabiliti in condizioni reali. Il Dipartimento dell’Aviazione Civile utilizza i dati di questi test per elaborare un quadro normativo per la certificazione di tipo, le regole per il rilascio delle licenze di volo e gli standard di progettazione dei vertiporti, che rispecchieranno – ma semplificheranno – le linee guida globali emergenti dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, le autorità cittadine vedono negli eVTOL un modo per alleviare il traffico congestionato ai valichi terrestri e permettere ai dirigenti con poco tempo di spostarsi in pochi minuti tra Hong Kong, Shenzhen, Qianhai e Macao. Fonti del settore stimano che un volo drone di 35 chilometri da Central a Qianhai potrebbe durare 15 minuti porta a porta, contro i 90 minuti in auto nelle ore di punta. La tecnologia si integra inoltre con la spinta di Pechino a sviluppare un’“economia a bassa quota” del valore di 1.000 miliardi di yuan (140 miliardi di dollari) entro il 2030, offrendo a Hong Kong l’opportunità di diventare un polo regionale per la produzione, la manutenzione e i centri di comando e controllo.
La città sta già preparando le infrastrutture fisiche. L’Airport Authority Hong Kong sta individuando siti per vertiporti sui tetti a Central, Kowloon East e nell’area della terza pista dell’Aeroporto Internazionale di Hong Kong, mentre la MTR Corporation ha proposto di integrare piattaforme per droni nelle nuove stazioni ferroviarie. I colossi immobiliari Sun Hung Kai e Henderson Land sarebbero in trattative per adattare i loro grattacieli di categoria A con stazioni di scambio batterie e lounge per passeggeri.
Per i manager della mobilità globale, l’annuncio conferma la determinazione di Hong Kong a mantenere il vantaggio su hub rivali come Singapore e Dubai nella mobilità aerea di nuova generazione. Sebbene la certezza normativa sia prevista tra due anni, le multinazionali con grandi flussi pendolari tra Hong Kong e le città della Cina continentale dovrebbero iniziare a considerare i trasferimenti con eVTOL, le posizioni dei vertiporti e le nuove regole di sicurezza nelle loro future politiche di viaggio e programmi di duty of care.
Fonte: South China Morning Post
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