
Le consuete modifiche normative di inizio anno in Germania portano diverse novità importanti per pendolari, viaggiatori d’affari e datori di lavoro nel 2026. Tra le principali, spicca il secondo aumento del prezzo del Deutschlandticket, l’abbonamento mensile nazionale che consente viaggi illimitati su treni regionali, tram e autobus. Dal 1° gennaio il costo passerà da 58 a 63 euro, quasi il 30% in più rispetto al lancio nel 2023. I ministri dei trasporti federali e regionali attribuiscono l’aumento all’inflazione e ai maggiori costi energetici. Con circa 14 milioni di utenti attivi, il rincaro di 5 euro all’anno peserà per circa 60 euro in più sui viaggiatori d’affari frequenti e potrebbe spingere alcune aziende a rivedere i contributi per la mobilità.
L’aumento del prezzo del biglietto sarà accompagnato da un incremento permanente del cosiddetto “Pendlerpauschale”, l’indennità fiscale per i pendolari. Dal 2026 i lavoratori potranno detrarre 0,38 euro per chilometro sull’intero tragitto casa-lavoro, rispetto agli attuali 0,30 euro solo per i primi 20 km. Per chi si trasferisce e vive fuori dalle grandi città, questa maggiore deduzione fiscale compenserà in parte l’aumento degli abbonamenti ferroviari e dei costi del carburante, aggravati dalla nuova tassa sul CO₂.
Tra le altre novità in vigore ci sono l’aumento del salario minimo legale a 13,90 euro e l’innalzamento del limite di guadagno per i minijob a 603 euro mensili. Pur non essendo misure specifiche per la mobilità, sono rilevanti per strutturare pacchetti di trasferimento per coniugi accompagnatori o studenti con lavori part-time. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero inoltre tenere presente che i voli nazionali restano sotto osservazione politica; la nuova coalizione ha ipotizzato ulteriori tasse sui biglietti se migliorerà la puntualità ferroviaria.
Per i lavoratori internazionali assegnati in Germania, il Deutschlandticket resta un’opzione conveniente per esplorare le regioni e spostarsi tra sedi clienti senza doversi preoccupare delle complesse zone tariffarie locali. Le aziende che coprono il costo dell’abbonamento possono continuare a beneficiare dell’esenzione fiscale prevista dal §3 Nr. 15 EstG, a condizione che il contributo sia esteso a tutto il personale. Le imprese che rimborsano le spese effettive dovranno aggiornare i sistemi di rendicontazione con il nuovo tetto e informare i viaggiatori di caricare le fatture di gennaio con la tariffa aggiornata a 63 euro.
Complessivamente, le modifiche del 2026 confermano una tendenza politica più ampia: incentivare l’uso del trasporto pubblico e utilizzare leve fiscali per attenuare l’impatto sui pendolari che percorrono distanze maggiori. I team di mobilità globale dovrebbero aggiornare i materiali di onboarding, rivedere le previsioni di costo per i trasferimenti del 2026 e ricordare al personale che le ricevute datate dopo il 1° gennaio rifletteranno i nuovi prezzi.
L’aumento del prezzo del biglietto sarà accompagnato da un incremento permanente del cosiddetto “Pendlerpauschale”, l’indennità fiscale per i pendolari. Dal 2026 i lavoratori potranno detrarre 0,38 euro per chilometro sull’intero tragitto casa-lavoro, rispetto agli attuali 0,30 euro solo per i primi 20 km. Per chi si trasferisce e vive fuori dalle grandi città, questa maggiore deduzione fiscale compenserà in parte l’aumento degli abbonamenti ferroviari e dei costi del carburante, aggravati dalla nuova tassa sul CO₂.
Tra le altre novità in vigore ci sono l’aumento del salario minimo legale a 13,90 euro e l’innalzamento del limite di guadagno per i minijob a 603 euro mensili. Pur non essendo misure specifiche per la mobilità, sono rilevanti per strutturare pacchetti di trasferimento per coniugi accompagnatori o studenti con lavori part-time. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero inoltre tenere presente che i voli nazionali restano sotto osservazione politica; la nuova coalizione ha ipotizzato ulteriori tasse sui biglietti se migliorerà la puntualità ferroviaria.
Per i lavoratori internazionali assegnati in Germania, il Deutschlandticket resta un’opzione conveniente per esplorare le regioni e spostarsi tra sedi clienti senza doversi preoccupare delle complesse zone tariffarie locali. Le aziende che coprono il costo dell’abbonamento possono continuare a beneficiare dell’esenzione fiscale prevista dal §3 Nr. 15 EstG, a condizione che il contributo sia esteso a tutto il personale. Le imprese che rimborsano le spese effettive dovranno aggiornare i sistemi di rendicontazione con il nuovo tetto e informare i viaggiatori di caricare le fatture di gennaio con la tariffa aggiornata a 63 euro.
Complessivamente, le modifiche del 2026 confermano una tendenza politica più ampia: incentivare l’uso del trasporto pubblico e utilizzare leve fiscali per attenuare l’impatto sui pendolari che percorrono distanze maggiori. I team di mobilità globale dovrebbero aggiornare i materiali di onboarding, rivedere le previsioni di costo per i trasferimenti del 2026 e ricordare al personale che le ricevute datate dopo il 1° gennaio rifletteranno i nuovi prezzi.
Fonte: Südwest Presse (SWP)