
Con l’entrata in vigore di alcune parti di un nuovo pacchetto di controlli dal 1° gennaio 2026, la Germania ha adottato una linea di tolleranza zero nei confronti dei datori di lavoro che impiegano personale straniero senza la corretta autorizzazione al lavoro. Secondo un avviso legale di Vialto Partners, le aziende rischiano ora sanzioni amministrative fino a 500.000 euro, l’esclusione da appalti pubblici e sovvenzioni, oltre a un divieto di cinque anni per ottenere nuovi permessi di lavoro in caso di violazioni.
L’adozione definitiva della normativa è prevista per la fine del 2026, ma l’Unità di Controllo Finanziario per il Lavoro Irregolare (FKS) dell’Agenzia delle Dogane federale ha già ricevuto un aumento di budget per assumere 900 ispettori aggiuntivi. Strumenti digitali di audit permetteranno alla FKS di incrociare i dati delle buste paga con i registri dell’immigrazione, accelerando le indagini.
Per i datori di lavoro multinazionali il messaggio è chiaro: i processi di assunzione, la gestione dei subappaltatori e i sistemi di rilevazione delle presenze devono essere a prova di errore. Le verifiche interne dovranno assicurarsi che i titolari di Blue Card, i lavoratori distaccati e i futuri titolari di Opportunity Card svolgano esclusivamente le attività autorizzate dai loro visti. In caso contrario, si rischia di compromettere le future pratiche di immigrazione aziendale.
La stretta riflette la pressione politica affinché un controllo più rigoroso delle frontiere si traduca in standard lavorativi equi a livello nazionale. Inoltre, si allinea con la spinta dell’UE a sanzionare chi facilita l’impiego illegale, pilastro fondamentale del nuovo Patto sulla Migrazione dell’Unione.
Alle aziende si consiglia di informare i responsabili HR, gli uffici acquisti e i manager di sito sulle nuove sanzioni e di documentare tutte le attività di conformità, poiché gli ispettori potranno ora comminare multe direttamente durante i controlli sul posto di lavoro.
L’adozione definitiva della normativa è prevista per la fine del 2026, ma l’Unità di Controllo Finanziario per il Lavoro Irregolare (FKS) dell’Agenzia delle Dogane federale ha già ricevuto un aumento di budget per assumere 900 ispettori aggiuntivi. Strumenti digitali di audit permetteranno alla FKS di incrociare i dati delle buste paga con i registri dell’immigrazione, accelerando le indagini.
Per i datori di lavoro multinazionali il messaggio è chiaro: i processi di assunzione, la gestione dei subappaltatori e i sistemi di rilevazione delle presenze devono essere a prova di errore. Le verifiche interne dovranno assicurarsi che i titolari di Blue Card, i lavoratori distaccati e i futuri titolari di Opportunity Card svolgano esclusivamente le attività autorizzate dai loro visti. In caso contrario, si rischia di compromettere le future pratiche di immigrazione aziendale.
La stretta riflette la pressione politica affinché un controllo più rigoroso delle frontiere si traduca in standard lavorativi equi a livello nazionale. Inoltre, si allinea con la spinta dell’UE a sanzionare chi facilita l’impiego illegale, pilastro fondamentale del nuovo Patto sulla Migrazione dell’Unione.
Alle aziende si consiglia di informare i responsabili HR, gli uffici acquisti e i manager di sito sulle nuove sanzioni e di documentare tutte le attività di conformità, poiché gli ispettori potranno ora comminare multe direttamente durante i controlli sul posto di lavoro.
Fonte: Vialto Partners Alert