
La società parigina Lexial ha scelto il primo giorno dell’anno per lanciare un allarme ai responsabili della mobilità aziendale: da ora in poi, ogni domanda di immigrazione a lungo termine sarà esaminata secondo criteri normativi più severi. In una nota ai clienti pubblicata il 1° gennaio 2026, lo studio analizza quattro testi distinti — la legge sull’immigrazione di gennaio 2024, due decreti di luglio 2025 e un’ordinanza ministeriale di ottobre 2025 — che insieme inaspriscono l’accesso alle carte di soggiorno e alla cittadinanza.
Gli avvocati sottolineano che il vero cambiamento è cumulativo. Le prefetture hanno già iniziato a irrigidire le prassi fin dai primi circolari del 2025, che hanno reso più rare le regolarizzazioni eccezionali e alzato l’asticella per l’“assimilazione”. Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio, delle nuove soglie linguistiche e dell’esame civico obbligatorio, ciò che prima era una pratica discrezionale diventa ora un obbligo di legge.
Lexial consiglia ai team HR di rivedere tutte le domande in corso presentate entro il 31 dicembre 2025, perché solo quelle « recevables » a quella data potranno ancora essere valutate secondo le regole più morbide, pre-2026. Pratiche tardive o incomplete dovranno rispettare i livelli linguistici A2/B1/B2 e fornire il nuovo certificato d’esame, con possibili ritardi nelle date di inizio dei nuovi assunti.
Il briefing evidenzia anche alcune incognite: come le prefetture gestiranno i casi pendenti; se i ritardi nelle procedure aumenteranno; e come i tribunali d’appello interpreteranno il concetto di “integrazione” una volta che il test civico diventerà l’unico parametro. Le aziende sono invitate a prevedere tempi supplementari e a raccogliere prove documentali dello studio del francese per il personale ben prima della scadenza dei termini.
Infine, lo studio accenna a ulteriori riforme, tra cui un disegno di legge parlamentare che potrebbe aumentare le tariffe governative nel corso del 2026. Nel frattempo, i datori di lavoro dovrebbero considerare il primo trimestre del 2026 come un periodo di transizione caratterizzato da incertezze e pianificare di conseguenza i tempi della mobilità.
Gli avvocati sottolineano che il vero cambiamento è cumulativo. Le prefetture hanno già iniziato a irrigidire le prassi fin dai primi circolari del 2025, che hanno reso più rare le regolarizzazioni eccezionali e alzato l’asticella per l’“assimilazione”. Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio, delle nuove soglie linguistiche e dell’esame civico obbligatorio, ciò che prima era una pratica discrezionale diventa ora un obbligo di legge.
Lexial consiglia ai team HR di rivedere tutte le domande in corso presentate entro il 31 dicembre 2025, perché solo quelle « recevables » a quella data potranno ancora essere valutate secondo le regole più morbide, pre-2026. Pratiche tardive o incomplete dovranno rispettare i livelli linguistici A2/B1/B2 e fornire il nuovo certificato d’esame, con possibili ritardi nelle date di inizio dei nuovi assunti.
Il briefing evidenzia anche alcune incognite: come le prefetture gestiranno i casi pendenti; se i ritardi nelle procedure aumenteranno; e come i tribunali d’appello interpreteranno il concetto di “integrazione” una volta che il test civico diventerà l’unico parametro. Le aziende sono invitate a prevedere tempi supplementari e a raccogliere prove documentali dello studio del francese per il personale ben prima della scadenza dei termini.
Infine, lo studio accenna a ulteriori riforme, tra cui un disegno di legge parlamentare che potrebbe aumentare le tariffe governative nel corso del 2026. Nel frattempo, i datori di lavoro dovrebbero considerare il primo trimestre del 2026 come un periodo di transizione caratterizzato da incertezze e pianificare di conseguenza i tempi della mobilità.
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