
Un’ondata di freddo anomala ha continuato a paralizzare le principali vie di trasporto del Belgio il 3 gennaio 2026, costringendo compagnie aeree, gestori ferroviari e aziende ad attivare piani di emergenza proprio mentre vacanzieri ed espatriati facevano ritorno a casa. L’Istituto Reale di Meteorologia (KMI) aveva emesso un’allerta gialla per ghiaccio, tecnicamente scaduta a Capodanno, ma che è rimasta valida con temperature intorno ai –4 °C, trasformando autostrade e piste di atterraggio in vere e proprie piste di pattinaggio.
All’aeroporto di Bruxelles (Zaventem) e a quello cargo di Liegi, le squadre di terra hanno segnalato cicli di sghiacciamento medi di 14 minuti per ogni aereo a fusoliera stretta, il doppio della norma, causando ritardi nelle partenze tra i 30 e i 45 minuti durante il picco pomeridiano. Brussels Airlines ha invitato i passeggeri ad arrivare con un’ora di anticipo, mentre diverse compagnie statunitensi hanno segnalato possibili disconnessioni per i voli transatlantici. I voli cargo, fondamentali per gli esportatori di scienze della vita della Vallonia, hanno subito accumuli di pallet a causa della rotazione delle attrezzature antigelo tra gli stand.
Il gestore delle infrastrutture ferroviarie Infrabel ha imposto un limite di velocità di 20 km/h sui binari esposti nelle Ardenne, aggiungendo fino a dieci minuti ai viaggi interurbani e peggiorando ulteriormente il servizio Eurostar Bruxelles-Londra, già rallentato dal guasto elettrico della scorsa settimana nel Tunnel della Manica. L’operatore autostradale Viapass ha registrato decine di incidenti minori sull’E40 vicino a Namur, spingendo i responsabili dei viaggi aziendali a preferire pernottamenti in hotel piuttosto che rischiare gli ultimi tratti in auto.
I programmi di viaggio d’affari ne risentono. Le società di consulenza che dovevano avviare progetti il 4 gennaio hanno spostato gli incontri con i clienti online, mentre due gruppi chimici multinazionali hanno ordinato al personale di restare in smart working fino al miglioramento delle condizioni stradali. Gli integratori logistici di Liegi hanno attivato corse “hot-shot” verso Parigi-Charles-de-Gaulle per garantire le spedizioni just-in-time di vaccini.
Il KMI prevede un leggero miglioramento delle condizioni il 5 gennaio, ma l’operatore aeroportuale Aviapartner ha già schierato personale aggiuntivo e attrezzature mobili per lo sghiacciamento notturno, un primo vero test del protocollo di resilienza invernale introdotto dopo la forte tempesta dello scorso gennaio. I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare le app delle compagnie, a predisporre politiche flessibili per il rientro in ufficio e a verificare che i viaggiatori non UE siano in possesso di visti Schengen multi-ingresso, nel caso fosse necessario deviare il traffico attraverso hub vicini.
All’aeroporto di Bruxelles (Zaventem) e a quello cargo di Liegi, le squadre di terra hanno segnalato cicli di sghiacciamento medi di 14 minuti per ogni aereo a fusoliera stretta, il doppio della norma, causando ritardi nelle partenze tra i 30 e i 45 minuti durante il picco pomeridiano. Brussels Airlines ha invitato i passeggeri ad arrivare con un’ora di anticipo, mentre diverse compagnie statunitensi hanno segnalato possibili disconnessioni per i voli transatlantici. I voli cargo, fondamentali per gli esportatori di scienze della vita della Vallonia, hanno subito accumuli di pallet a causa della rotazione delle attrezzature antigelo tra gli stand.
Il gestore delle infrastrutture ferroviarie Infrabel ha imposto un limite di velocità di 20 km/h sui binari esposti nelle Ardenne, aggiungendo fino a dieci minuti ai viaggi interurbani e peggiorando ulteriormente il servizio Eurostar Bruxelles-Londra, già rallentato dal guasto elettrico della scorsa settimana nel Tunnel della Manica. L’operatore autostradale Viapass ha registrato decine di incidenti minori sull’E40 vicino a Namur, spingendo i responsabili dei viaggi aziendali a preferire pernottamenti in hotel piuttosto che rischiare gli ultimi tratti in auto.
I programmi di viaggio d’affari ne risentono. Le società di consulenza che dovevano avviare progetti il 4 gennaio hanno spostato gli incontri con i clienti online, mentre due gruppi chimici multinazionali hanno ordinato al personale di restare in smart working fino al miglioramento delle condizioni stradali. Gli integratori logistici di Liegi hanno attivato corse “hot-shot” verso Parigi-Charles-de-Gaulle per garantire le spedizioni just-in-time di vaccini.
Il KMI prevede un leggero miglioramento delle condizioni il 5 gennaio, ma l’operatore aeroportuale Aviapartner ha già schierato personale aggiuntivo e attrezzature mobili per lo sghiacciamento notturno, un primo vero test del protocollo di resilienza invernale introdotto dopo la forte tempesta dello scorso gennaio. I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare le app delle compagnie, a predisporre politiche flessibili per il rientro in ufficio e a verificare che i viaggiatori non UE siano in possesso di visti Schengen multi-ingresso, nel caso fosse necessario deviare il traffico attraverso hub vicini.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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