
Gli hub dell'aviazione svizzera sono stati colpiti il 6 gennaio da una doppia emergenza: forti nevicate e disagi a catena provenienti dal Nord Europa, causando la cancellazione di 39 voli e oltre 100 ritardi negli aeroporti di Zurigo (ZRH) e Ginevra (GVA). I dati raccolti da FlightAware e pubblicati dal portale di settore Travel & Tour World mostrano che KLM ha cancellato 19 rotazioni, mentre SWISS, easyJet, Air France e Air Baltic hanno ridotto i loro programmi o operato con lunghe attese.
Gli operatori aeroportuali hanno schierato intere flotte per lo sghiacciamento, ma il flusso è rallentato a causa delle code degli aerei in arrivo in attesa di parcheggio e delle limitazioni di orario per gli equipaggi. La situazione è stata aggravata dalla carenza di liquido antigelo all’aeroporto di Amsterdam Schiphol, hub fondamentale per i collegamenti verso la Svizzera, riducendo la disponibilità degli aeromobili nelle reti partner.
Per i responsabili dei viaggi aziendali l’impatto immediato si traduce in coincidenze perse e complessità logistiche legate alla duty of care. I passeggeri costretti a pernottare in entrambi gli aeroporti hanno ricevuto voucher per hotel, ma la disponibilità di camere si è rapidamente ridotta a causa del calendario fieristico nel quartiere Messe di Zurigo. Secondo il regolamento UE 261, i viaggiatori con voli in partenza da Zurigo o Ginevra possono richiedere un risarcimento se il ritardo supera le tre ore e dipende dalla compagnia aerea; la neve è considerata un evento straordinario, ma i problemi a catena legati a carenze di personale o forniture no.
Guardando al futuro, le compagnie aeree avvertono che il recupero richiederà 24-48 ore per il riposizionamento di aeromobili ed equipaggi. Le aziende dovrebbero consigliare ai viaggiatori di accettare itinerari alternativi via Milano o Monaco, dove ci sono disponibilità, o di optare per il treno su tratte intraeuropee a corto raggio. Alcuni vettori hanno temporaneamente sospeso obblighi come i tempi minimi di connessione per accelerare le riprenotazioni.
L’episodio mette in luce la dipendenza della Svizzera da una pianificazione coordinata delle operazioni invernali. L’aeroporto di Zurigo ha confermato che rivedrà i livelli di stoccaggio del glicole e i canali di approvvigionamento transfrontalieri dopo un picco di domanda del 40% in una sola mattina. Ginevra, che opera con una sola pista, ha ribadito la necessità di un progetto per una taxiway di uscita rapida, al fine di ridurre i tempi di occupazione durante operazioni in condizioni di scarsa visibilità.
Gli operatori aeroportuali hanno schierato intere flotte per lo sghiacciamento, ma il flusso è rallentato a causa delle code degli aerei in arrivo in attesa di parcheggio e delle limitazioni di orario per gli equipaggi. La situazione è stata aggravata dalla carenza di liquido antigelo all’aeroporto di Amsterdam Schiphol, hub fondamentale per i collegamenti verso la Svizzera, riducendo la disponibilità degli aeromobili nelle reti partner.
Per i responsabili dei viaggi aziendali l’impatto immediato si traduce in coincidenze perse e complessità logistiche legate alla duty of care. I passeggeri costretti a pernottare in entrambi gli aeroporti hanno ricevuto voucher per hotel, ma la disponibilità di camere si è rapidamente ridotta a causa del calendario fieristico nel quartiere Messe di Zurigo. Secondo il regolamento UE 261, i viaggiatori con voli in partenza da Zurigo o Ginevra possono richiedere un risarcimento se il ritardo supera le tre ore e dipende dalla compagnia aerea; la neve è considerata un evento straordinario, ma i problemi a catena legati a carenze di personale o forniture no.
Guardando al futuro, le compagnie aeree avvertono che il recupero richiederà 24-48 ore per il riposizionamento di aeromobili ed equipaggi. Le aziende dovrebbero consigliare ai viaggiatori di accettare itinerari alternativi via Milano o Monaco, dove ci sono disponibilità, o di optare per il treno su tratte intraeuropee a corto raggio. Alcuni vettori hanno temporaneamente sospeso obblighi come i tempi minimi di connessione per accelerare le riprenotazioni.
L’episodio mette in luce la dipendenza della Svizzera da una pianificazione coordinata delle operazioni invernali. L’aeroporto di Zurigo ha confermato che rivedrà i livelli di stoccaggio del glicole e i canali di approvvigionamento transfrontalieri dopo un picco di domanda del 40% in una sola mattina. Ginevra, che opera con una sola pista, ha ribadito la necessità di un progetto per una taxiway di uscita rapida, al fine di ridurre i tempi di occupazione durante operazioni in condizioni di scarsa visibilità.
Fonte: Travel & Tour World