
Il Ministero dell'Interno austriaco ha pubblicato discretamente i nuovi parametri di sussistenza che i cittadini di paesi terzi devono rispettare per richiedere o rinnovare i permessi di soggiorno non lavorativi nel 2026. Secondo un aggiornamento del 7 gennaio diffuso dalla consulenza per l'immigrazione Envoy Global, i richiedenti singoli devono dimostrare un reddito netto regolare di almeno 1.273,99 € al mese, le coppie sposate 2.009,85 €, con un supplemento di 196,57 € per ogni figlio a carico.
Questi importi seguono l’adeguamento annuale del cosiddetto "Ausgleichszulagenrichtsatz" austriaco (indennità supplementare), legato all’indicizzazione del sistema di sicurezza sociale.
Per i lavoratori globali con contratti locali austriaci il cambiamento è principalmente amministrativo, ma può rappresentare un ostacolo per pensionati autofinanziati, nomadi digitali e familiari che dipendono da redditi passivi o pensioni estere. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano ai team HR di verificare i livelli salariali per i dipendenti che passano dallo status Red-White-Red o EU Blue Card a permessi di soggiorno a lungo termine, poiché gli stipendi devono superare il minimo tra i contratti collettivi o la nuova soglia di sussistenza.
Le soglie sono rilevanti anche per le aziende che sponsorizzano "personale chiave" i cui coniugi ricevono permessi di soggiorno come familiari a carico: se il reddito netto familiare scende sotto i nuovi limiti dopo le tasse, il rinnovo può essere negato. I responsabili delle paghe devono quindi considerare 14 mensilità annue, la norma austriaca, per calcolare i margini di conformità.
L’aumento per il 2026 è contenuto, circa il 4% rispetto all’anno precedente, ma coincide con l’aumento dei premi assicurativi sanitari e delle tasse comunali. Perciò, pianificare un trasferimento a Vienna, Graz o Linz richiederà una valutazione complessiva dei costi, includendo questi oneri aggiuntivi.
Praticamente, i richiedenti devono presentare estratti conto bancari o buste paga relativi ai tre mesi precedenti la domanda. Envoy Global avverte che garanzie di affitto, assegni familiari o sussidi sociali che si attivano solo dopo il rilascio del permesso non sono considerati ai fini del test sul reddito, rendendo fondamentale una pianificazione anticipata, soprattutto per le domande di gennaio, quando le festività rallentano i tempi di elaborazione.
Questi importi seguono l’adeguamento annuale del cosiddetto "Ausgleichszulagenrichtsatz" austriaco (indennità supplementare), legato all’indicizzazione del sistema di sicurezza sociale.
Per i lavoratori globali con contratti locali austriaci il cambiamento è principalmente amministrativo, ma può rappresentare un ostacolo per pensionati autofinanziati, nomadi digitali e familiari che dipendono da redditi passivi o pensioni estere. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano ai team HR di verificare i livelli salariali per i dipendenti che passano dallo status Red-White-Red o EU Blue Card a permessi di soggiorno a lungo termine, poiché gli stipendi devono superare il minimo tra i contratti collettivi o la nuova soglia di sussistenza.
Le soglie sono rilevanti anche per le aziende che sponsorizzano "personale chiave" i cui coniugi ricevono permessi di soggiorno come familiari a carico: se il reddito netto familiare scende sotto i nuovi limiti dopo le tasse, il rinnovo può essere negato. I responsabili delle paghe devono quindi considerare 14 mensilità annue, la norma austriaca, per calcolare i margini di conformità.
L’aumento per il 2026 è contenuto, circa il 4% rispetto all’anno precedente, ma coincide con l’aumento dei premi assicurativi sanitari e delle tasse comunali. Perciò, pianificare un trasferimento a Vienna, Graz o Linz richiederà una valutazione complessiva dei costi, includendo questi oneri aggiuntivi.
Praticamente, i richiedenti devono presentare estratti conto bancari o buste paga relativi ai tre mesi precedenti la domanda. Envoy Global avverte che garanzie di affitto, assegni familiari o sussidi sociali che si attivano solo dopo il rilascio del permesso non sono considerati ai fini del test sul reddito, rendendo fondamentale una pianificazione anticipata, soprattutto per le domande di gennaio, quando le festività rallentano i tempi di elaborazione.
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