
Il 14 gennaio il Parlamento belga ha approvato modifiche che rafforzano il regime fiscale speciale per i lavoratori e i ricercatori in arrivo, pilastro della strategia del Belgio per mantenere la competitività nell’attrazione di talenti internazionali. La legge, pubblicata il 30 dicembre 2025, entra in vigore immediatamente e si applica retroattivamente ai dipendenti trasferiti durante il 2025.
Le principali novità includono la riduzione del salario minimo qualificante da 75.000 a 70.000 euro lordi, un aumento del tetto delle indennità esenti da tassazione da parte del datore di lavoro—dal 30% al 35% della retribuzione—e l’abolizione del limite di 90.000 euro su tali indennità. Rimangono escluse dalla base imponibile le spese di rimborso per il costo della vita, come abitazione e rette scolastiche.
I lavoratori che hanno iniziato un impiego in Belgio nel 2025 ma non hanno raggiunto la soglia precedente hanno tempo fino al 9 aprile 2026 per presentare una domanda retroattiva. Anche i datori di lavoro devono aggiornare rapidamente i sistemi di payroll: i nuovi benefici si applicano ai redditi percepiti dal 1° gennaio 2026 e potrebbero essere necessarie correzioni nelle ritenute.
Secondo i consulenti fiscali, le riforme rendono il Belgio più attrattivo rispetto ai vicini Francia e Paesi Bassi, dove i regimi per espatriati sono inaspriti. Per le sedi multinazionali a Bruxelles, la soglia più bassa amplia il bacino di specialisti regionali—soprattutto nei settori IT e scienze della vita—che possono essere assunti con questo regime.
Le aziende dovrebbero però rivedere le politiche di assegnazione: la legge introduce clausole di recupero in caso di abbandono del dipendente entro due anni e inasprisce i requisiti documentali per dimostrare “competenze non facilmente reperibili nel mercato del lavoro belga.” Il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare tasse arretrate e sanzioni.
Le principali novità includono la riduzione del salario minimo qualificante da 75.000 a 70.000 euro lordi, un aumento del tetto delle indennità esenti da tassazione da parte del datore di lavoro—dal 30% al 35% della retribuzione—e l’abolizione del limite di 90.000 euro su tali indennità. Rimangono escluse dalla base imponibile le spese di rimborso per il costo della vita, come abitazione e rette scolastiche.
I lavoratori che hanno iniziato un impiego in Belgio nel 2025 ma non hanno raggiunto la soglia precedente hanno tempo fino al 9 aprile 2026 per presentare una domanda retroattiva. Anche i datori di lavoro devono aggiornare rapidamente i sistemi di payroll: i nuovi benefici si applicano ai redditi percepiti dal 1° gennaio 2026 e potrebbero essere necessarie correzioni nelle ritenute.
Secondo i consulenti fiscali, le riforme rendono il Belgio più attrattivo rispetto ai vicini Francia e Paesi Bassi, dove i regimi per espatriati sono inaspriti. Per le sedi multinazionali a Bruxelles, la soglia più bassa amplia il bacino di specialisti regionali—soprattutto nei settori IT e scienze della vita—che possono essere assunti con questo regime.
Le aziende dovrebbero però rivedere le politiche di assegnazione: la legge introduce clausole di recupero in caso di abbandono del dipendente entro due anni e inasprisce i requisiti documentali per dimostrare “competenze non facilmente reperibili nel mercato del lavoro belga.” Il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare tasse arretrate e sanzioni.
Fonte: KPMG GMS Flash Alert