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Il Belgio potenzia il regime fiscale per gli espatriati: aumento delle detrazioni e abbassamento della soglia salariale con effetto retroattivo

dic 24, 2025
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Il Belgio potenzia il regime fiscale per gli espatriati: aumento delle detrazioni e abbassamento della soglia salariale con effetto retroattivo
Il Belgio ha fatto un regalo di Natale anticipato alle multinazionali. Un avviso fiscale pubblicato il 23 dicembre conferma che il Parlamento ha approvato un pacchetto di modifiche al “regime fiscale speciale per dipendenti e ricercatori in entrata”. La nuova legge, retroattiva al 1° gennaio 2025, aumenta l’indennità rimborsabile dal datore di lavoro per i “costi di espatrio” dal 30% al 35% e abolisce completamente il precedente tetto annuo di 90.000 euro. Inoltre, abbassa la soglia minima di stipendio per l’accesso dal 75.000 a 70.000 euro. In pratica, questo significa che specialisti senior con un reddito di 200.000 euro possono ora ricevere fino a 70.000 euro esentasse, mentre profili di livello medio con 72.000 euro, precedentemente esclusi, possono finalmente aderire al regime.

L’importanza della novità è duplice. Innanzitutto, il Belgio è impegnato in una competizione per i talenti con Paesi vicini come Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania, che quest’anno hanno già migliorato i loro regimi per gli impatriati. Secondo simulazioni delle Big Four, l’aumento del 5% riduce il costo totale per il datore di lavoro di un pacchetto da 120.000 euro di circa 5.000 euro all’anno, un risparmio sufficiente a influenzare le decisioni di localizzazione di sedi regionali e centri di ricerca. In secondo luogo, il testo non modifica le regole sulla sicurezza sociale: l’Ufficio Nazionale della Sicurezza Sociale belga ha confermato il 22 dicembre che il vecchio tetto del 30%/90.000 euro rimane valido per i contributi sociali. Le aziende dovranno quindi effettuare due calcoli distinti – uno per le imposte, uno per le ritenute previdenziali – e aggiornare di conseguenza le lettere di assegnazione.

Il Belgio potenzia il regime fiscale per gli espatriati: aumento delle detrazioni e abbassamento della soglia salariale con effetto retroattivo


Per i team HR e mobility, l’elemento retroattivo rappresenta la vera sfida. I datori di lavoro hanno meno di una settimana per adeguare le buste paga di dicembre affinché i redditi del 2025 riflettano la nuova indennità al 35%; se ciò non fosse possibile, dovranno effettuare correzioni a recupero a gennaio e emettere cedolini modificati. Deloitte avverte che è fondamentale verificare attentamente la formulazione contrattuale, poiché le autorità belghe richiedono che qualsiasi indennità di costo sia esplicitamente menzionata nel contratto di lavoro o in un suo addendum. In caso contrario, in sede di controllo fiscale il beneficio potrebbe essere revocato.

Le misure transitorie consentono ai dipendenti che hanno iniziato tra il 1° gennaio e la data di pubblicazione della legge di presentare una domanda “in ritardo” entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, offrendo così una seconda opportunità a chi era stato escluso per la soglia salariale. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi rivedere tutte le assunzioni e i ricercatori assegnati in Belgio nel 2025 per individuare eventuali casi da aggiornare.

Guardando al futuro, la decisione del Belgio lancia un segnale chiaro: il Paese vuole restare nella rosa delle destinazioni preferite per trasferimenti di personale altamente qualificato, nonostante l’aliquota massima del 50%. Tuttavia, la mancata armonizzazione con la sicurezza sociale rischia di riemergere nelle trattative del 2026. Le aziende farebbero bene a pianificare con prudenza, assicurarsi che i sistemi paghe possano gestire tetti differenziati e informare tempestivamente i dipendenti per evitare sorprese sul netto in busta nel nuovo anno.
Fonte: Deloitte Belgium – Tax Alert

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