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Il portale svizzero per le PMI spiega le regole accelerate per l'assunzione dei rifugiati ucraini con Status S

gen 8, 2026
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Il portale svizzero per le PMI spiega le regole accelerate per l'assunzione dei rifugiati ucraini con Status S
Il portale federale per le PMI, gestito dalla Segreteria di Stato dell’Economia (SECO), ha pubblicato il 7 gennaio nuove linee guida su come le aziende possono assumere ucraini sfollati titolari del permesso di protezione temporanea in Svizzera, lo Status S.

A differenza delle categorie standard di permessi di lavoro, i beneficiari dello Status S possono iniziare a lavorare senza dover superare preventivamente test sul mercato del lavoro; i datori di lavoro devono solo inviare una notifica online alle autorità cantonali prima del primo giorno di lavoro. Il portale sottolinea l’opportunità per le piccole imprese, spesso alle prese con carenze di personale qualificato, di accedere a un bacino di candidati “spesso altamente qualificati e motivati”, avvertendo però che l’integrazione linguistica e il supporto psicologico rimangono fattori chiave per il successo.

Il portale svizzero per le PMI spiega le regole accelerate per l'assunzione dei rifugiati ucraini con Status S


Per i team di mobilità internazionale, l’aggiornamento semplifica la pianificazione delle missioni: i trasferimenti intra-aziendali da filiali in Polonia o Germania non richiedono più permessi L o B soggetti a quote se il lavoratore è già titolare dello Status S. I responsabili delle paghe devono però verificare le regole di coordinamento della sicurezza sociale e garantire l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro fin dal primo giorno, poiché i lavoratori con Status S sono pienamente soggetti alla legislazione svizzera sul lavoro.

Le linee guida chiariscono inoltre che i titolari dello Status S possono viaggiare fuori dalla Svizzera per un massimo di 90 giorni in un periodo di 180 giorni nell’area Schengen, ma assenze più lunghe possono mettere a rischio la loro protezione. I datori di lavoro dovrebbero quindi documentare eventuali viaggi di lavoro transfrontalieri e conservare copie delle autorizzazioni di viaggio rilasciate dall’Ufficio federale della migrazione (SEM), quando pertinenti.

Il SECO promette una hotline multilingue e modelli di contratti di lavoro entro fine gennaio, rispondendo alle richieste delle camere di commercio che molte PMI non dispongono di risorse legali per orientarsi nel nuovo regime.
Fonte: SECO SME Portal

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