
Una nuova ondata di neve e forti venti che hanno investito l’Europa centrale il 21 gennaio ha causato una serie di problemi operativi che si sono fatti sentire ancora nello spazio aereo tedesco la mattina del 22 gennaio. Secondo la società di analisi in tempo reale AirHelp, il 21 gennaio sono stati registrati 1.028 voli commerciali in ritardo e altri 35 cancellati, colpendo tutti i principali vettori di rete, tra cui Lufthansa, Air France, KLM, British Airways e Iberia.
L’aeroporto di Francoforte — il più grande hub merci del continente e principale base Lufthansa per i voli a lungo raggio — ha registrato il maggior numero di variazioni di programma, seguito a stretto giro da Monaco e Berlino-Brandenburg. I voli a lungo raggio verso Nord America e Asia sono stati particolarmente vulnerabili, poiché gli equipaggi si avvicinavano già ai limiti di orario di servizio dopo le code per lo sghiacciamento.
Le squadre di terra a Francoforte hanno segnalato tempi di attesa fino a 90 minuti per lo sghiacciamento nei momenti di punta, costringendo Lufthansa a sostituire alcuni aeromobili wide-body su alcune rotazioni e a consolidare i carichi passeggeri. La compagnia tedesca ha riprenotato centinaia di viaggiatori sui treni Deutsche Bahn grazie alla sua garanzia intermodale Air-Rail — una soluzione sempre più preziosa mentre le compagnie affrontano la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi in Europa. Ai responsabili dei viaggi aziendali è stato consigliato di prevedere almeno mezza giornata di margine negli itinerari in arrivo che richiedono collegamenti o incontri nello stesso giorno.
Secondo il Regolamento UE 261/2004, la tempesta di neve è considerata una “circostanza straordinaria”, quindi è improbabile che venga riconosciuto un risarcimento economico. Tuttavia, i viaggiatori bloccati per la notte hanno diritto a pasti, pernottamenti e riprotezione. AirHelp ha invitato le aziende a ricordare ai dipendenti in trasferta di conservare le carte d’imbarco e le ricevute delle spese per poter recuperare i costi sostenuti.
Per i team di mobilità globale, l’episodio evidenzia due tendenze principali: in primo luogo, che il modello hub-and-spoke tedesco amplifica l’effetto a catena delle condizioni meteorologiche locali; in secondo luogo, che le alternative ferroviarie affidabili intorno a Francoforte, Monaco e Berlino stanno diventando sempre più parte integrante della pianificazione del duty of care. Le aziende con spedizioni urgenti dovrebbero inoltre considerare che i ritardi nel cargo possono richiedere 48-72 ore per essere smaltiti una volta che le piste sono pienamente operative.
La maggior parte delle compagnie aeree prevede di tornare a operare con orari normali entro la mattina del 23 gennaio, ma gli aeroporti avvertono di possibili cambiamenti ai gate e ritardi minori mentre equipaggi e aeromobili rientrano nelle rotazioni regolari. I viaggiatori sono invitati a monitorare le app delle compagnie aeree e iscriversi agli avvisi via SMS per restare aggiornati su eventuali ulteriori modifiche.
L’aeroporto di Francoforte — il più grande hub merci del continente e principale base Lufthansa per i voli a lungo raggio — ha registrato il maggior numero di variazioni di programma, seguito a stretto giro da Monaco e Berlino-Brandenburg. I voli a lungo raggio verso Nord America e Asia sono stati particolarmente vulnerabili, poiché gli equipaggi si avvicinavano già ai limiti di orario di servizio dopo le code per lo sghiacciamento.
Le squadre di terra a Francoforte hanno segnalato tempi di attesa fino a 90 minuti per lo sghiacciamento nei momenti di punta, costringendo Lufthansa a sostituire alcuni aeromobili wide-body su alcune rotazioni e a consolidare i carichi passeggeri. La compagnia tedesca ha riprenotato centinaia di viaggiatori sui treni Deutsche Bahn grazie alla sua garanzia intermodale Air-Rail — una soluzione sempre più preziosa mentre le compagnie affrontano la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi in Europa. Ai responsabili dei viaggi aziendali è stato consigliato di prevedere almeno mezza giornata di margine negli itinerari in arrivo che richiedono collegamenti o incontri nello stesso giorno.
Secondo il Regolamento UE 261/2004, la tempesta di neve è considerata una “circostanza straordinaria”, quindi è improbabile che venga riconosciuto un risarcimento economico. Tuttavia, i viaggiatori bloccati per la notte hanno diritto a pasti, pernottamenti e riprotezione. AirHelp ha invitato le aziende a ricordare ai dipendenti in trasferta di conservare le carte d’imbarco e le ricevute delle spese per poter recuperare i costi sostenuti.
Per i team di mobilità globale, l’episodio evidenzia due tendenze principali: in primo luogo, che il modello hub-and-spoke tedesco amplifica l’effetto a catena delle condizioni meteorologiche locali; in secondo luogo, che le alternative ferroviarie affidabili intorno a Francoforte, Monaco e Berlino stanno diventando sempre più parte integrante della pianificazione del duty of care. Le aziende con spedizioni urgenti dovrebbero inoltre considerare che i ritardi nel cargo possono richiedere 48-72 ore per essere smaltiti una volta che le piste sono pienamente operative.
La maggior parte delle compagnie aeree prevede di tornare a operare con orari normali entro la mattina del 23 gennaio, ma gli aeroporti avvertono di possibili cambiamenti ai gate e ritardi minori mentre equipaggi e aeromobili rientrano nelle rotazioni regolari. I viaggiatori sono invitati a monitorare le app delle compagnie aeree e iscriversi agli avvisi via SMS per restare aggiornati su eventuali ulteriori modifiche.
Fonte: AirHelp
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