
Il Dipartimento Immigrazione di Hong Kong ha intensificato i controlli in vista della stagione delle assunzioni festive, annunciando il 23 gennaio l’arresto di 19 persone — tra cui quattro sospetti datori di lavoro — tra il 16 e il 22 gennaio per violazione delle rigide norme cittadine sull’autorizzazione al lavoro. Le operazioni, denominate “Lightshadow”, “Champion”, “Windsand”, “Rainbow” e “Powerplayer”, hanno preso di mira cantieri di ristrutturazione, ristoranti e altri luoghi di lavoro ad alta intensità di manodopera in tutta la città.
Tra i 19 fermati, 13 risultano aver lavorato senza il visto corretto. Due di loro erano titolari di moduli di riconoscimento, documenti temporanei rilasciati a richiedenti asilo e altri in attesa di decisioni sull’immigrazione; tali moduli vietano espressamente qualsiasi attività lavorativa. Gli altri sei sospetti comprendono quattro datori di lavoro e due presunti facilitatori accusati di organizzare lavoro illecito.
Hong Kong applica pene severe su entrambi i fronti dell’illegalità lavorativa: i lavoratori non autorizzati rischiano fino a due anni di carcere e una multa di 50.000 HKD, mentre i datori di lavoro possono essere condannati fino a 10 anni di reclusione e a una multa di 500.000 HKD. I controlli intensificati sono frequenti in prossimità del Capodanno lunare, quando la domanda di personale temporaneo nel settore dell’ospitalità e delle ristrutturazioni aumenta notevolmente.
Per le aziende operanti a Hong Kong, il caso rappresenta un monito: la conformità alle norme sull’immigrazione è una responsabilità gestionale. I team delle risorse umane devono conservare copie delle carte d’identità di Hong Kong, dei visti e delle approvazioni sulle condizioni di soggiorno dei dipendenti, oltre a effettuare audit periodici sui subappaltatori. Chi detiene moduli di riconoscimento o status di visitatore resta escluso da qualsiasi forma di lavoro, inclusi tirocini non retribuiti.
Il Dipartimento Immigrazione ha annunciato che proseguirà le operazioni congiunte con il Dipartimento del Lavoro e la Polizia di Hong Kong, avvertendo che le segnalazioni da parte del pubblico spesso innescano ispezioni a sorpresa. I datori di lavoro che impiegano manodopera illegale rischiano inoltre di essere esclusi da future domande nei programmi di ammissione per talenti.
Tra i 19 fermati, 13 risultano aver lavorato senza il visto corretto. Due di loro erano titolari di moduli di riconoscimento, documenti temporanei rilasciati a richiedenti asilo e altri in attesa di decisioni sull’immigrazione; tali moduli vietano espressamente qualsiasi attività lavorativa. Gli altri sei sospetti comprendono quattro datori di lavoro e due presunti facilitatori accusati di organizzare lavoro illecito.
Hong Kong applica pene severe su entrambi i fronti dell’illegalità lavorativa: i lavoratori non autorizzati rischiano fino a due anni di carcere e una multa di 50.000 HKD, mentre i datori di lavoro possono essere condannati fino a 10 anni di reclusione e a una multa di 500.000 HKD. I controlli intensificati sono frequenti in prossimità del Capodanno lunare, quando la domanda di personale temporaneo nel settore dell’ospitalità e delle ristrutturazioni aumenta notevolmente.
Per le aziende operanti a Hong Kong, il caso rappresenta un monito: la conformità alle norme sull’immigrazione è una responsabilità gestionale. I team delle risorse umane devono conservare copie delle carte d’identità di Hong Kong, dei visti e delle approvazioni sulle condizioni di soggiorno dei dipendenti, oltre a effettuare audit periodici sui subappaltatori. Chi detiene moduli di riconoscimento o status di visitatore resta escluso da qualsiasi forma di lavoro, inclusi tirocini non retribuiti.
Il Dipartimento Immigrazione ha annunciato che proseguirà le operazioni congiunte con il Dipartimento del Lavoro e la Polizia di Hong Kong, avvertendo che le segnalazioni da parte del pubblico spesso innescano ispezioni a sorpresa. I datori di lavoro che impiegano manodopera illegale rischiano inoltre di essere esclusi da future domande nei programmi di ammissione per talenti.
Fonte: South China Morning Post
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