
I leader municipali della Finlandia orientale si sono schierati contro il piano del Ministero delle Finanze di introdurre una tassa locale per i turisti, sostenendo che costi aggiuntivi metterebbero a rischio un’economia turistica già in difficoltà. In interviste pubblicate il 24 gennaio dal quotidiano regionale Itä-Savo e raccolte da EADaily, i rappresentanti di Savonlinna, Joensuu e Lappeenranta hanno definito la misura “l’ultima goccia” per le imprese già colpite dalla perdita dei turisti russi dopo la chiusura del confine nel 2023. (eadaily.com)
Prima della guerra in Ucraina, i visitatori provenienti dalla vicina San Pietroburgo rappresentavano fino al 60% delle pernottamenti in Carelia del Sud. Quattro anni senza arrivi hanno lasciato gli hotel con tassi di occupazione invernale inferiori al 25%, secondo Visit Karelia. I turisti nazionali non hanno colmato il vuoto, mentre quelli internazionali preferiscono la Lapponia.
I critici avvertono che una tassa per notte, simile a quelle applicate a Roma o Barcellona, scoraggerebbe i turisti finlandesi, molto sensibili ai prezzi, che la regione sta cercando di attrarre. Le municipalità orientali chiedono invece al governo centrale di dare priorità alle infrastrutture, incluso il ripristino della linea ferroviaria Savonlinna–Parikkala per migliorare l’accesso da Helsinki.
Gli economisti del turismo sottolineano che, sebbene la tassa potrebbe generare 30 milioni di euro a livello nazionale, la distribuzione sarebbe disomogenea: Lapponia e area metropolitana di Helsinki incasserebbero la maggior parte, ampliando il divario regionale. Il dibattito evidenzia una sfida più ampia per la Finlandia: come sostenere il turismo transfrontaliero e l’occupazione correlata in un contesto di tensioni geopolitiche che chiudono i corridoi tradizionali.
Per i team di trasferimento e progetto operanti in cartiere o impianti energetici dell’est, la controversia potrebbe indicare una continua scarsità di camere d’albergo e servizi nelle città più piccole, mentre gli operatori rinviano gli investimenti. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare se i comuni adotteranno tariffe differenziate o rinunceranno del tutto una volta approvata la normativa entro la fine dell’anno.
Prima della guerra in Ucraina, i visitatori provenienti dalla vicina San Pietroburgo rappresentavano fino al 60% delle pernottamenti in Carelia del Sud. Quattro anni senza arrivi hanno lasciato gli hotel con tassi di occupazione invernale inferiori al 25%, secondo Visit Karelia. I turisti nazionali non hanno colmato il vuoto, mentre quelli internazionali preferiscono la Lapponia.
I critici avvertono che una tassa per notte, simile a quelle applicate a Roma o Barcellona, scoraggerebbe i turisti finlandesi, molto sensibili ai prezzi, che la regione sta cercando di attrarre. Le municipalità orientali chiedono invece al governo centrale di dare priorità alle infrastrutture, incluso il ripristino della linea ferroviaria Savonlinna–Parikkala per migliorare l’accesso da Helsinki.
Gli economisti del turismo sottolineano che, sebbene la tassa potrebbe generare 30 milioni di euro a livello nazionale, la distribuzione sarebbe disomogenea: Lapponia e area metropolitana di Helsinki incasserebbero la maggior parte, ampliando il divario regionale. Il dibattito evidenzia una sfida più ampia per la Finlandia: come sostenere il turismo transfrontaliero e l’occupazione correlata in un contesto di tensioni geopolitiche che chiudono i corridoi tradizionali.
Per i team di trasferimento e progetto operanti in cartiere o impianti energetici dell’est, la controversia potrebbe indicare una continua scarsità di camere d’albergo e servizi nelle città più piccole, mentre gli operatori rinviano gli investimenti. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare se i comuni adotteranno tariffe differenziate o rinunceranno del tutto una volta approvata la normativa entro la fine dell’anno.
Fonte: EADaily
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