
Il 16° vertice India-UE, previsto per martedì prossimo, dovrebbe portare all’atteso “Patto sulla Mobilità e Migrazione”, hanno riferito al The Economic Times alti funzionari il 25 gennaio 2026. (m.economictimes.com) L’accordo unirà una serie di intese bilaterali che l’India ha già con Germania, Francia, Portogallo, Finlandia e altri, creando un quadro unico valido per tutta l’UE.
Secondo la bozza visionata dai negoziatori, gli Stati membri dell’UE si impegneranno a rilasciare fino a 100.000 permessi di lavoro pluriennali e almeno 35.000 permessi di soggiorno per laureati a cittadini indiani ogni anno per i prossimi cinque anni. In cambio, l’India semplificherà la verifica delle qualifiche tramite un nuovo Passaporto Nazionale delle Competenze e accetterà il rapido rimpatrio degli irregolari.
L’accordo riflette la diminuzione della forza lavoro in Europa. Eurostat prevede che la popolazione in età lavorativa dell’UE calerà di 6 milioni tra il 2025 e il 2030, con la sola Germania che dovrà colmare un deficit di 400.000 lavoratori qualificati all’anno. Ingegneri, infermieri e operatori del settore alberghiero indiani colmano già molte di queste lacune; il nuovo patto renderà i percorsi più chiari e, soprattutto, trasferibili tra i confini UE.
Per gli studenti indiani, l’intesa promette visti automatici di ricerca lavoro post-laurea della durata di 12 mesi e il riconoscimento dei master indiani secondo il quadro di Bologna. Università in Irlanda, Polonia e Paesi Bassi — desiderose di diversificare le iscrizioni lontano dalla Cina — hanno fortemente spinto per queste concessioni.
I responsabili della mobilità aziendale dovranno prepararsi a una doppia conformità: le regole della Blue Card UE coesisteranno con le quote specifiche per paese almeno fino al 2028. Gli esperti consigliano di aggiornare i sistemi HRIS globali per mappare la validità dei permessi in 27 giurisdizioni e di prevedere budget per i nuovi protocolli di coordinamento della sicurezza sociale che accompagneranno il patto.
Una volta firmato, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei Ministri indiano; entrambe le parti puntano a un’entrata in vigore provvisoria entro il 1° luglio 2026. Le aziende che pianificano distacchi a metà anno dovranno quindi monitorare attentamente i tempi di attuazione.
Secondo la bozza visionata dai negoziatori, gli Stati membri dell’UE si impegneranno a rilasciare fino a 100.000 permessi di lavoro pluriennali e almeno 35.000 permessi di soggiorno per laureati a cittadini indiani ogni anno per i prossimi cinque anni. In cambio, l’India semplificherà la verifica delle qualifiche tramite un nuovo Passaporto Nazionale delle Competenze e accetterà il rapido rimpatrio degli irregolari.
L’accordo riflette la diminuzione della forza lavoro in Europa. Eurostat prevede che la popolazione in età lavorativa dell’UE calerà di 6 milioni tra il 2025 e il 2030, con la sola Germania che dovrà colmare un deficit di 400.000 lavoratori qualificati all’anno. Ingegneri, infermieri e operatori del settore alberghiero indiani colmano già molte di queste lacune; il nuovo patto renderà i percorsi più chiari e, soprattutto, trasferibili tra i confini UE.
Per gli studenti indiani, l’intesa promette visti automatici di ricerca lavoro post-laurea della durata di 12 mesi e il riconoscimento dei master indiani secondo il quadro di Bologna. Università in Irlanda, Polonia e Paesi Bassi — desiderose di diversificare le iscrizioni lontano dalla Cina — hanno fortemente spinto per queste concessioni.
I responsabili della mobilità aziendale dovranno prepararsi a una doppia conformità: le regole della Blue Card UE coesisteranno con le quote specifiche per paese almeno fino al 2028. Gli esperti consigliano di aggiornare i sistemi HRIS globali per mappare la validità dei permessi in 27 giurisdizioni e di prevedere budget per i nuovi protocolli di coordinamento della sicurezza sociale che accompagneranno il patto.
Una volta firmato, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei Ministri indiano; entrambe le parti puntano a un’entrata in vigore provvisoria entro il 1° luglio 2026. Le aziende che pianificano distacchi a metà anno dovranno quindi monitorare attentamente i tempi di attuazione.
Fonte: The Economic Times
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per India.Di più da India
Visualizza tutto
I consolati USA posticipano le date dei colloqui per il visto H-1B in India fino al 2027, bloccando i professionisti
L'India amplia la copertura del visto elettronico turistico a 166 paesi e semplifica l'ingresso digitale