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Il Regno Unito riduce il permesso di soggiorno per rifugiati a 30 mesi con il nuovo modello di «protezione fondamentale»

mar 3, 2026
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Il Regno Unito riduce il permesso di soggiorno per rifugiati a 30 mesi con il nuovo modello di «protezione fondamentale»
Il Ministero dell’Interno ha avviato la revisione più radicale delle norme sull’asilo nel Regno Unito degli ultimi decenni. Dal 2 marzo 2026, agli adulti riconosciuti come rifugiati sarà concesso un permesso iniziale di soggiorno di 30 mesi, invece del tradizionale status quinquennale che solitamente portava alla residenza permanente. Ogni due anni e mezzo la protezione verrà riesaminata; solo chi sarà ancora considerato a rischio potrà estendere il soggiorno. La ministra dell’Interno Shabana Mahmood spiega che la modifica mira a eliminare il “fattore attrattivo” creato dal quasi automatico diritto alla residenza e al ricongiungimento familiare. I rifugiati che desiderano stabilirsi definitivamente nel Regno Unito sono incoraggiati a passare ai nuovi visti per lavoro o studio, che richiedono competenze linguistiche in inglese, partecipazione al mercato del lavoro e il pagamento del contributo sanitario per l’immigrazione. Chi non soddisfa i nuovi requisiti resterà in un ciclo di permessi temporanei, dovendo dimostrare continuamente la necessità di protezione. La politica si ispira all’approccio danese di protezione temporanea, che le autorità attribuiscono a un calo del 90% delle richieste di asilo. La riforma britannica prevede anche una sospensione delle domande di ricongiungimento familiare, in attesa della definizione di nuovi requisiti economici e di integrazione. I minori non accompagnati continueranno a ricevere permessi quinquennali, in attesa di una revisione separata. Per datori di lavoro e università, l’annuncio rappresenta sia un rischio che un’opportunità. I team delle risorse umane dovranno verificare se i rifugiati riconosciuti possono accedere ai percorsi per lavoratori qualificati o studenti e pianificare controlli documentali ogni 30 mesi. Le associazioni che lavorano con i rifugiati avvertono che uno status più breve e rinnovabile ostacolerà l’integrazione, l’accesso all’alloggio e la pianificazione a lungo termine della forza lavoro, mentre i gruppi imprenditoriali temono che l’aumento delle pratiche al Ministero dell’Interno possa rallentare i tempi di elaborazione. In pratica, chi otterrà lo status dal 2 marzo sarà automaticamente soggetto al nuovo regime. Il primo rinnovo è previsto per fine agosto 2028, quindi i responsabili della mobilità aziendale dovrebbero segnare la data per i dipendenti interessati. Le organizzazioni che inviano personale nel Regno Unito sono invitate a prevedere almeno un ciclo aggiuntivo di domande e a informare i lavoratori sulle nuove regole più restrittive per il ricongiungimento familiare e sull’importanza di mantenere aggiornati i propri account digitali per l’immigrazione.
Fonte: UK Home Office (GOV.UK)

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