
In un comunicato stampa dell’11 marzo, la Canadian Federation of Independent Business (CFIB) ha avvertito che oltre 1,3 milioni di permessi di lavoro temporanei scadranno entro la fine del 2026, di cui 300.000 solo entro il 31 marzo. Settori come l’agricoltura, l’ospitalità e la manifattura — già alle prese con tassi di vacanza quasi record — sono i più a rischio. La CFIB sottolinea che le recenti modifiche alle politiche — limiti più rigidi per le valutazioni d’impatto sul mercato del lavoro, tetti per le posizioni a basso salario e nuove regole sul sistema dei rifugiati — complicano il rinnovo dei permessi. L’organizzazione invita Ottawa a introdurre una clausola di salvaguardia e una procedura semplificata per la residenza permanente per i lavoratori stranieri meno qualificati che hanno mantenuto lo status e pagato le tasse. Se non si interviene, il 57% dei datori di lavoro intervistati prevede di ridurre i piani di crescita e il 18% potrebbe chiudere le attività. Gli operatori della mobilità dovrebbero monitorare attentamente le scadenze dei permessi, dare priorità ai rinnovi anticipati ed esplorare opzioni come i permessi di lavoro aperti ponte o i programmi provinciali prima che le quote si restringano entro fine anno. Per i decisori politici, i dati evidenziano una contraddizione imminente: il Piano per i livelli di immigrazione 2026–28 riduce le ammissioni complessive proprio mentre l’invecchiamento demografico accelera. Senza strumenti di retention, la crisi del lavoro nelle piccole imprese potrebbe aggravarsi proprio nel momento in cui la Coppa del Mondo e altri mega-eventi aumentano la domanda di lavoratori nei servizi.
Fonte: Cision Newswire
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