
Il portale fiscale PIT.pl ha pubblicato una guida pratica che riassume la “Legge del 23 gennaio 2026 sulla cessazione delle soluzioni derivanti dalla Legge di assistenza all’Ucraina”, entrata in vigore il 5 marzo 2026. La legge abroga formalmente gran parte della normativa emergenziale adottata nel 2022, sostituendola con modifiche permanenti alle leggi ordinarie su migrazione e lavoro.
I punti chiave includono l’estensione automatica di qualsiasi visto o documento di soggiorno ucraino scaduto dopo il 24 febbraio 2022, ora valido fino al 4 marzo 2027; l’obbligo per i nuovi arrivati ucraini di ottenere un PESEL-UKR entro 30 giorni dall’ingresso; e la necessità per chi ha ottenuto il PESEL con autodichiarazione di confermare l’identità con il passaporto entro il 31 agosto 2026.
L’impiego resta possibile tramite la comunicazione online entro sette giorni, ma i datori di lavoro rischiano nuove sanzioni fino a 3.000 PLN per ritardi o mancata comunicazione di modifiche contrattuali. La legge sposta inoltre la procedura di notifica dalla Legge Speciale del 2022 alla normativa generale “sulle condizioni di ammissibilità all’impiego degli stranieri”, segnalando che l’assunzione semplificata degli ucraini diventa parte integrante del sistema ordinario.
Gli ucraini che lasciano la Polonia per più di 30 giorni perderanno lo status di protezione temporanea, una disposizione che potrebbe colpire studenti e lavoratori stagionali con viaggi prolungati.
Per i team di payroll e compliance, il cambiamento più rilevante è che le notifiche devono ora essere inviate tramite la piattaforma praca.gov.pl utilizzando il nuovo modulo PSZ-PPWPU, previsto dall’articolo 26 della Legge sul Mercato del Lavoro. Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di onboarding e prevedere possibili sanzioni in caso di omissioni durante il periodo pasquale.
Se da un lato la legge semplifica il controllo per le autorità, le ONG temono che periodi di tolleranza più brevi e controlli d’identità più rigorosi possano spingere alcuni ucraini nell’irregolarità; il governo sostiene invece che una maggiore chiarezza aiuterà migranti e datori di lavoro a pianificare a lungo termine.
I punti chiave includono l’estensione automatica di qualsiasi visto o documento di soggiorno ucraino scaduto dopo il 24 febbraio 2022, ora valido fino al 4 marzo 2027; l’obbligo per i nuovi arrivati ucraini di ottenere un PESEL-UKR entro 30 giorni dall’ingresso; e la necessità per chi ha ottenuto il PESEL con autodichiarazione di confermare l’identità con il passaporto entro il 31 agosto 2026.
L’impiego resta possibile tramite la comunicazione online entro sette giorni, ma i datori di lavoro rischiano nuove sanzioni fino a 3.000 PLN per ritardi o mancata comunicazione di modifiche contrattuali. La legge sposta inoltre la procedura di notifica dalla Legge Speciale del 2022 alla normativa generale “sulle condizioni di ammissibilità all’impiego degli stranieri”, segnalando che l’assunzione semplificata degli ucraini diventa parte integrante del sistema ordinario.
Gli ucraini che lasciano la Polonia per più di 30 giorni perderanno lo status di protezione temporanea, una disposizione che potrebbe colpire studenti e lavoratori stagionali con viaggi prolungati.
Per i team di payroll e compliance, il cambiamento più rilevante è che le notifiche devono ora essere inviate tramite la piattaforma praca.gov.pl utilizzando il nuovo modulo PSZ-PPWPU, previsto dall’articolo 26 della Legge sul Mercato del Lavoro. Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di onboarding e prevedere possibili sanzioni in caso di omissioni durante il periodo pasquale.
Se da un lato la legge semplifica il controllo per le autorità, le ONG temono che periodi di tolleranza più brevi e controlli d’identità più rigorosi possano spingere alcuni ucraini nell’irregolarità; il governo sostiene invece che una maggiore chiarezza aiuterà migranti e datori di lavoro a pianificare a lungo termine.
Fonte: PIT.pl – Gazeta Podatkowa
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