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La Polonia chiarisce le norme sulla protezione temporanea per i cittadini ucraini e inasprisce i requisiti per l'impiego

apr 2, 2026
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La Polonia chiarisce le norme sulla protezione temporanea per i cittadini ucraini e inasprisce i requisiti per l'impiego
Il governo polacco ha completato la tanto attesa codificazione delle norme sull'immigrazione e sul mercato del lavoro che riguardano circa 1,4 milioni di cittadini ucraini attualmente residenti nel paese. Un pacchetto di modifiche entrato in vigore il 5 marzo 2026 e formalmente illustrato nelle linee guida pubblicate il 1° aprile va ben oltre una semplice revisione della cosiddetta “Legge Speciale Ucraina”. Per la prima volta, le definizioni normative di “beneficiario di protezione temporanea” e le circostanze in cui tale status può essere revocato sono state inserite direttamente nella Legge sugli Stranieri polacca.

Secondo il nuovo modello, gli ucraini la cui identità è già stata verificata e il cui numero PESEL riporta l’annotazione “UKR” mantengono automaticamente la protezione almeno fino al 4 marzo 2027, in linea con la decisione attuale del Consiglio UE. I nuovi arrivati devono ora richiedere il PESEL-UKR entro 30 giorni dall’ingresso nel paese; chi lascia la Polonia per più di 30 giorni o non conferma l’identità con un passaporto entro il 31 agosto 2026 perderà lo status. Con la perdita della protezione, termina anche il diritto a un impiego semplificato e ai benefici sociali.

La Polonia chiarisce le norme sulla protezione temporanea per i cittadini ucraini e inasprisce i requisiti per l'impiego


Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è il sistema a tre livelli per le notifiche di lavoro. 1) Gli ucraini con status di protezione temporanea possono ancora essere assunti con la notifica online entro sette giorni, modalità ormai consolidata dalle aziende polacche. 2) Gli ucraini residenti in Polonia prima del 24 febbraio 2022 ma senza protezione possono utilizzare questa modalità solo fino al 5 marzo 2029, dopodiché si applicheranno le regole standard per i permessi di lavoro, comprese le opinioni sul mercato del lavoro. 3) Gli ucraini arrivati dopo il 5 marzo 2026 senza status di protezione temporanea devono seguire fin dal primo giorno le procedure generali per cittadini di paesi terzi.

Sono previste sanzioni da 1.000 a 3.000 PLN per i datori di lavoro che non rispettano il termine di sette giorni per la notifica o che non effettuano la rinotifica in caso di variazioni di salario o mansioni. La legge legalizza inoltre il soggiorno di qualsiasi ucraino il cui visto, carta di soggiorno o periodo senza visto sia scaduto dopo il 24 febbraio 2022, estendendo la validità fino al 4 marzo 2027 in linea con la decisione UE. Le disposizioni transitorie mantengono legali le attività commerciali esistenti, ma limitano l’apertura di nuove imprese individuali da parte di ucraini non protetti.

Il governo sostiene che le riforme garantiscono la certezza giuridica necessaria; le ONG avvertono che la regola dei 30 giorni di assenza potrebbe mettere in difficoltà famiglie che viaggiano per vacanze più lunghe o per gestire proprietà in patria. In pratica, le aziende dovrebbero subito verificare la propria forza lavoro ucraina e aggiornare i manuali di politica per gli espatriati: identificare chi possiede il PESEL-UKR e chi deve confermare l’identità entro agosto; aggiornare le lettere di incarico per specificare la regola dei 30 giorni; e adeguare i sistemi HR affinché ogni modifica contrattuale attivi automaticamente l’obbligo di rinotifica. Le multinazionali che si affidano a grandi contingenti ucraini nei settori manifatturiero e logistico hanno quattro anni per convertire i dipendenti ai permessi di lavoro standard o rivedere la pianificazione del personale.
Fonte: DLA Piper – Global Employment News

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