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Bozza di regolamento elimina l'opzione di lavoro senza visto per i cittadini di Colombia, Georgia e Venezuela

apr 3, 2026
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Bozza di regolamento elimina l'opzione di lavoro senza visto per i cittadini di Colombia, Georgia e Venezuela
Meno di un anno dopo aver liberalizzato alcune parti del suo sistema di migrazione lavorativa, Varsavia si prepara a chiudere una scappatoia che permetteva ad alcuni cittadini extra-UE di vivere in Polonia senza visto, pur avendo un permesso di lavoro polacco. Secondo una bozza di regolamento pubblicata dal Ministero della Famiglia, del Lavoro e della Politica Sociale il 27 marzo e riportata da Dziennik Gazeta Prawna il 2 aprile, i cittadini di Colombia, Georgia e Venezuela saranno presto vietati dal lavorare se entrano in Polonia con il regime di esenzione dal visto Schengen di 90 giorni – anche se il datore di lavoro ha già ottenuto un permesso di lavoro di tipo A.

Una volta entrato in vigore il regolamento (previsto per fine aprile, dopo un periodo di vacatio legis di 14 giorni), gli stranieri interessati dovranno essere in possesso di un visto nazionale di tipo D o di una carta di soggiorno prima di poter iniziare o continuare a lavorare. Le clausole transitorie permetteranno a chi ha iniziato a lavorare durante il soggiorno senza visto, prima della data di entrata in vigore, di completare il contratto in corso. I datori di lavoro potranno inoltre mantenere il personale già impiegato fino al prossimo rinnovo, a condizione che il lavoratore esca e rientri con la documentazione corretta.

Bozza di regolamento elimina l'opzione di lavoro senza visto per i cittadini di Colombia, Georgia e Venezuela


Il ministero motiva la stretta con abusi del regime senza visto – soprattutto nei settori dei trasporti, dell’edilizia e dell’agricoltura stagionale – e con la crescente pressione dei partner Schengen. I controlli hanno evidenziato numerosi casi di cittadini di paesi terzi che cambiavano datore di lavoro e sparivano nell’economia sommersa una volta entrati in Polonia. L’inclusione della Georgia è significativa, dato che gode già della libera circolazione senza visto nell’UE; le autorità sottolineano però che il lavoro è esplicitamente escluso da questo privilegio.

Per i responsabili della mobilità aziendale, la novità comporta tempi più lunghi: la richiesta di visto nazionale attualmente richiede da quattro a otto settimane a Varsavia e fino a 12 settimane in alcuni consolati. Le aziende che si avvalgono di subappaltatori per la manodopera dovrebbero richiedere la prova che i nuovi assunti siano in possesso di un visto polacco valido o di un permesso di soggiorno, aggiornando i modelli di costo delle missioni per includere la tassa di 440 PLN per il visto e le spese di corriere. Gli operatori logistici dovrebbero inoltre monitorare i conducenti di camion delle tre nazionalità, molti dei quali ruotano con passaporti senza visto.

Sebbene limitata a tre paesi, la nuova politica segnala un cambiamento più ampio verso il legame stretto tra diritto al lavoro e diritto di soggiorno, e potrebbe anticipare ulteriori restrizioni specifiche per paese qualora persistano irregolarità.
Fonte: Dziennik Gazeta Prawna

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