
Un collasso a catena del controllo del traffico aereo in Europa il 6 aprile ha causato disagi a oltre 1.600 voli, con hub come Heathrow, Madrid-Barajas e Roma-Fiumicino costretti a imporre limiti alle partenze. I passeggeri brasiliani in transito sono stati i più colpiti: il volo LATAM da San Paolo a Londra è atterrato con cinque ore di ritardo, facendo perdere a decine di persone le coincidenze per riunioni aziendali a Francoforte e Stoccolma. Il monitoraggio del settore Eurocontrol ha attribuito il caos a una carenza di personale dovuta a un picco imprevisto di assenze per malattia in diversi centri di controllo, aggravata da temporali sul Mare del Nord che hanno chiuso alcune rotte e costretto gli aerei a lunghi circuiti di attesa. L’effetto domino ha scombussolato gli orari, generando una spirale di “aerei fuori posizione” definita dai responsabili operativi peggiore della ripresa post-pandemia dell’estate scorsa. I consolati brasiliani a Lisbona e Parigi hanno emesso allerte di viaggio ricordando ai connazionali che il Regolamento UE 261/2004 obbliga le compagnie a fornire pasti, pernottamenti e riprotezioni in caso di ritardi superiori a tre ore. Tuttavia, le società di gestione viaggi segnalano una disponibilità limitata di posti fino a metà settimana, lasciando alcuni dirigenti bloccati o costretti a passare alla business class a costi elevati. I responsabili della mobilità con personale rotante in progetti minerari e petroliferi dovrebbero rivedere i protocolli di duty of care: i ritardi potrebbero far violare le finestre obbligatorie di riposo previste dalla legge brasiliana sul lavoro. Le compagnie assicurative come AIG registrano un aumento del 40% delle richieste di risarcimento per ritardi di viaggio provenienti dall’Europa nelle prime sei ore della crisi, segnalando un’esposizione finanziaria significativa per i datori di lavoro. Eurocontrol prevede un ritorno alla normalità entro 48 ore, ma l’episodio mette in luce la fragilità degli itinerari a lungo raggio basati su collegamenti singoli. Gli esperti consigliano di attivare strategie a doppio hub—ad esempio prenotando via Doha o Addis Abeba—fino a quando i livelli di personale europei non si stabilizzeranno.
Fonte: Revista Embarque
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