
Dubai sta ancora una volta rivoluzionando il modo – e il luogo – in cui le persone lavorano. Il 19 aprile 2026, il Comune di Dubai ha ufficialmente presentato “Work from Park”, un programma che trasformerà alcuni parchi pubblici selezionati in hub di coworking completamente attrezzati, a partire dal prossimo mese con un progetto pilota presso l’Al Barsha Pond Park. Il progetto è realizzato in collaborazione con il gruppo specializzato in costruzioni modulari Group Amana e la piattaforma locale di spazi di lavoro flessibili Letswork.
Le postazioni, costruite appositamente e prodotte off-site, saranno sollevate con una gru nel parco e dotate di Wi-Fi ad alta velocità, prese di corrente, sedute climatizzate per singoli e piccoli team, oltre a cabine riunioni prenotabili. I visitatori potranno riservare una scrivania tramite l’app Letswork e pagare a ore o acquistare pass giornalieri, replicando il modello on-demand già molto diffuso nei caffè e nei centri business di Dubai.
Le autorità sottolineano che l’iniziativa è in linea con l’Agenda Economica di Dubai (D33) e la Strategia per i Parchi Pubblici e il Verde dell’emirato, che prevedono la creazione di 310 nuovi parchi e oltre 220 interventi di riqualificazione entro il 2040. Bader Anwahi, amministratore delegato dell’Agenzia per le Strutture Pubbliche, ha evidenziato come integrare la produttività negli spazi ricreativi “migliora la qualità della vita sostenendo al contempo l’attività economica”.
Offrendo a freelance, start-up e viaggiatori d’affari un ufficio all’aperto con pagamento a consumo, la città punta a consolidare la sua reputazione di polo attrattivo per talenti mobili, soprattutto dopo il successo del visto per lavoro remoto della durata di un anno. Dal punto di vista della mobilità globale, il progetto elimina un ostacolo chiave per i professionisti stranieri, spesso in difficoltà nel trovare spazi tranquilli e connessi tra un incontro e l’altro o durante i sopralluoghi prima di un eventuale trasferimento.
I datori di lavoro che organizzano incarichi a breve termine possono indirizzare il personale verso spazi di lavoro a basso costo, evitando le tariffe dei business center degli hotel, mentre i nomadi digitali trovano un’alternativa senza indirizzo fisso, perfettamente compatibile con le regole del visto per lavoro remoto che richiedono la prova di reddito per sei mesi. Gli operatori turistici stanno già proponendo pacchetti “Workation in the Park” che combinano mattinate di lavoro con attività di benessere nel pomeriggio.
Il design modulare delle postazioni consente al Comune di Dubai di spostare le unità in altri parchi o di utilizzarle per eventi temporanei come GITEX o le conferenze COP. I primi segnali indicano una rapida espansione: nel 2026 sono previsti l’apertura di altri 35 parchi, e Letswork ha confermato di essere in trattativa per estendere il progetto a questi nuovi siti, in risposta alla crescente domanda.
Se replicato a livello nazionale, il modello potrebbe influenzare le norme di pianificazione urbana in tutto il Golfo, dove i governi sono impegnati a diversificare le economie e attrarre lavoratori qualificati stranieri. Per i responsabili HR e della mobilità la lezione è chiara: Dubai investe sempre di più in infrastrutture che supportano il lavoro indipendente dalla sede. Le aziende con personale in rotazione nell’emirato dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio includendo queste nuove location, mentre i team di compliance per il lavoro remoto devono assicurarsi che i dipendenti che utilizzano le postazioni rispettino i parametri di visto e fiscali – un compito relativamente semplice grazie al regime fiscale personale favorevole degli Emirati Arabi Uniti.
Le postazioni, costruite appositamente e prodotte off-site, saranno sollevate con una gru nel parco e dotate di Wi-Fi ad alta velocità, prese di corrente, sedute climatizzate per singoli e piccoli team, oltre a cabine riunioni prenotabili. I visitatori potranno riservare una scrivania tramite l’app Letswork e pagare a ore o acquistare pass giornalieri, replicando il modello on-demand già molto diffuso nei caffè e nei centri business di Dubai.
Le autorità sottolineano che l’iniziativa è in linea con l’Agenda Economica di Dubai (D33) e la Strategia per i Parchi Pubblici e il Verde dell’emirato, che prevedono la creazione di 310 nuovi parchi e oltre 220 interventi di riqualificazione entro il 2040. Bader Anwahi, amministratore delegato dell’Agenzia per le Strutture Pubbliche, ha evidenziato come integrare la produttività negli spazi ricreativi “migliora la qualità della vita sostenendo al contempo l’attività economica”.
Offrendo a freelance, start-up e viaggiatori d’affari un ufficio all’aperto con pagamento a consumo, la città punta a consolidare la sua reputazione di polo attrattivo per talenti mobili, soprattutto dopo il successo del visto per lavoro remoto della durata di un anno. Dal punto di vista della mobilità globale, il progetto elimina un ostacolo chiave per i professionisti stranieri, spesso in difficoltà nel trovare spazi tranquilli e connessi tra un incontro e l’altro o durante i sopralluoghi prima di un eventuale trasferimento.
I datori di lavoro che organizzano incarichi a breve termine possono indirizzare il personale verso spazi di lavoro a basso costo, evitando le tariffe dei business center degli hotel, mentre i nomadi digitali trovano un’alternativa senza indirizzo fisso, perfettamente compatibile con le regole del visto per lavoro remoto che richiedono la prova di reddito per sei mesi. Gli operatori turistici stanno già proponendo pacchetti “Workation in the Park” che combinano mattinate di lavoro con attività di benessere nel pomeriggio.
Il design modulare delle postazioni consente al Comune di Dubai di spostare le unità in altri parchi o di utilizzarle per eventi temporanei come GITEX o le conferenze COP. I primi segnali indicano una rapida espansione: nel 2026 sono previsti l’apertura di altri 35 parchi, e Letswork ha confermato di essere in trattativa per estendere il progetto a questi nuovi siti, in risposta alla crescente domanda.
Se replicato a livello nazionale, il modello potrebbe influenzare le norme di pianificazione urbana in tutto il Golfo, dove i governi sono impegnati a diversificare le economie e attrarre lavoratori qualificati stranieri. Per i responsabili HR e della mobilità la lezione è chiara: Dubai investe sempre di più in infrastrutture che supportano il lavoro indipendente dalla sede. Le aziende con personale in rotazione nell’emirato dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio includendo queste nuove location, mentre i team di compliance per il lavoro remoto devono assicurarsi che i dipendenti che utilizzano le postazioni rispettino i parametri di visto e fiscali – un compito relativamente semplice grazie al regime fiscale personale favorevole degli Emirati Arabi Uniti.
Fonte: The National
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