
Il Regno Unito si prepara alla più grande revisione delle regole per la residenza permanente degli ultimi vent’anni, mentre i ministri finalizzano il nuovo sistema “Earned Settlement”, che sarà presentato entro la fine dell’anno. Secondo i piani preliminari riportati dal Financial Express, il periodo minimo per ottenere il Permesso di Soggiorno Indefinito (Indefinite Leave to Remain, ILR) passerà da cinque a dieci anni per la maggior parte dei titolari di visto, inclusi quelli della principale categoria Skilled Worker.
A differenza del modello attuale basato solo sul tempo di permanenza, il nuovo schema adotterà una scala mobile che premia il contributo economico e l’integrazione. I redditi molto alti, soggetti all’aliquota fiscale massima, potrebbero ottenere la residenza dopo soli tre anni, mentre lavoratori chiave del settore pubblico — medici, insegnanti, infermieri — e partner di cittadini britannici manterranno il percorso a cinque anni. I titolari di visti per il settore sanitario e assistenziale che non risultano “contributori economici netti” potrebbero dover attendere fino a 15 anni.
Tra i requisiti aggiuntivi figurano un casellario giudiziario pulito, pagamenti continui dei contributi previdenziali e una conoscenza dell’inglese a livello A. Il Ministero dell’Interno sottolinea che l’obiettivo è “incentivare l’autosufficienza”, ma gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che ciò potrebbe compromettere la pianificazione a medio termine delle filiali britanniche che dipendono dal trasferimento di specialisti a metà carriera.
Le aziende si trovano ora di fronte a scelte importanti: accelerare le domande di ILR prima della scadenza o prepararsi a sostenere costi più elevati per i rinnovi dei visti più lunghi. Ogni estensione per i lavoratori qualificati costa attualmente fino a 1.500 sterline in tasse e 624 sterline all’anno per il contributo sanitario sull’immigrazione, spese che raddoppiano su un orizzonte di dieci anni. Anche i lavoratori internazionali potrebbero riconsiderare le assegnazioni se il percorso verso la residenza si allunga.
La nuova politica conferma una tendenza più ampia verso la permanenza basata su un sistema a punti: conta il contributo, non solo la durata. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero informare i talenti esteri, valutare l’impatto economico dei rinnovi prolungati e considerare categorie alternative di immigrazione nel Regno Unito — come Global Talent o Innovator Founder — che offrono ancora percorsi più rapidi verso la residenza.
A differenza del modello attuale basato solo sul tempo di permanenza, il nuovo schema adotterà una scala mobile che premia il contributo economico e l’integrazione. I redditi molto alti, soggetti all’aliquota fiscale massima, potrebbero ottenere la residenza dopo soli tre anni, mentre lavoratori chiave del settore pubblico — medici, insegnanti, infermieri — e partner di cittadini britannici manterranno il percorso a cinque anni. I titolari di visti per il settore sanitario e assistenziale che non risultano “contributori economici netti” potrebbero dover attendere fino a 15 anni.
Tra i requisiti aggiuntivi figurano un casellario giudiziario pulito, pagamenti continui dei contributi previdenziali e una conoscenza dell’inglese a livello A. Il Ministero dell’Interno sottolinea che l’obiettivo è “incentivare l’autosufficienza”, ma gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che ciò potrebbe compromettere la pianificazione a medio termine delle filiali britanniche che dipendono dal trasferimento di specialisti a metà carriera.
Le aziende si trovano ora di fronte a scelte importanti: accelerare le domande di ILR prima della scadenza o prepararsi a sostenere costi più elevati per i rinnovi dei visti più lunghi. Ogni estensione per i lavoratori qualificati costa attualmente fino a 1.500 sterline in tasse e 624 sterline all’anno per il contributo sanitario sull’immigrazione, spese che raddoppiano su un orizzonte di dieci anni. Anche i lavoratori internazionali potrebbero riconsiderare le assegnazioni se il percorso verso la residenza si allunga.
La nuova politica conferma una tendenza più ampia verso la permanenza basata su un sistema a punti: conta il contributo, non solo la durata. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero informare i talenti esteri, valutare l’impatto economico dei rinnovi prolungati e considerare categorie alternative di immigrazione nel Regno Unito — come Global Talent o Innovator Founder — che offrono ancora percorsi più rapidi verso la residenza.
Fonte: The Financial Express
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