
Un decreto pubblicato nel Journal Officiel il 24 aprile e analizzato da Revue Fiduciaire il 27 aprile chiarisce diversi aspetti del programma Carta Blu UE, così come recepito nella legislazione francese. Punti chiave: (1) il requisito minimo di salario lordo resta indicizzato a 1,2 volte la retribuzione media di riferimento, ma le cifre precise saranno stabilite da un arrêté annuale; (2) i candidati che passano dallo status di studente beneficiano ora di una semplificazione nell’esenzione dall’autorizzazione al lavoro; (3) i titolari che perdono il lavoro devono iscriversi a Pôle Emploi entro un mese per mantenere il diritto di soggiorno; (4) le prefetture acquisiscono il potere di verificare che il datore di lavoro ospitante non sia soggetto a sanzioni in materia di diritto del lavoro prima di rilasciare o rinnovare il permesso. La Carta Blu, rilanciata in tutta l’UE con la Direttiva 2021/1883, è considerata la via principale della Francia per attrarre lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi. Rafforzando i controlli di conformità e le scadenze, il decreto mira a prevenire abusi e al contempo a rendere il sistema più flessibile per i talenti legittimi. Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato è di natura procedurale: i team HR devono assicurarsi che eventuali contestazioni disciplinari o irregolarità sul lavoro siano risolte prima di sponsorizzare una Carta Blu, pena il rifiuto; inoltre, devono notificare le autorità entro tre mesi da qualsiasi modifica delle condizioni lavorative che possa influire sulle soglie salariali. Gli esperti di mobilità accolgono con favore il percorso da studente a Carta Blu, che potrebbe favorire la permanenza dei laureati stranieri nelle università francesi, soprattutto nei settori STEM. Tuttavia, la regola sull’iscrizione alla disoccupazione potrebbe cogliere di sorpresa alcuni assegnati in caso di interruzione improvvisa di un progetto. I consulenti raccomandano di integrare una checklist di “off-boarding” che includa l’iscrizione a Pôle Emploi e la continuità dell’assicurazione sanitaria. Il decreto si inserisce in un più ampio sforzo UE per la mobilità lavorativa, tutelando al contempo i mercati locali. La Francia ha emesso circa 8.500 Carte Blu nel 2025, con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente, e le categorie più numerose sono ingegneri IT, data scientist e manager sanitari. Il Ministero dell’Interno prevede che nel 2026 il numero supererà le 10.000. Le multinazionali dovrebbero aggiornare i manuali sull’immigrazione e collaborare con i consulenti per verificare che i pacchetti retributivi rispettino il minimo 2026, che si prevede sarà intorno a 59.000 euro lordi annui. Il mancato adeguamento potrebbe ritardare l’ingresso dei lavoratori o innescare controlli.
Fonte: Revue Fiduciaire
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