
Australia e Canada hanno riscritto silenziosamente le regole il 30 aprile 2026, firmando un accordo di servizi aerei "cieli aperti" che elimina i limiti di capacità in vigore da decenni tra i due Paesi. In base al precedente accordo bilaterale, Qantas era di fatto limitata a un solo volo giornaliero Sydney–Vancouver con Boeing 787, mentre Air Canada divideva la propria quota tra Sydney e Brisbane. Il nuovo accordo elimina tutte le restrizioni governative su frequenze e posti, garantendo alle compagnie aeree la stessa libertà commerciale già presente sulle rotte trans-Tasman.
Per Qantas, il tempismo è perfetto. La compagnia di bandiera riceverà 12 nuovi 787-9 a partire dalla fine del 2026 e da tempo guarda a Toronto e Montreal come futuri hub. I dirigenti hanno dichiarato agli analisti che ora possono “espandersi in Nord America senza intaccare la joint venture con American Airlines”, lasciando intendere servizi stagionali che si integrerebbero perfettamente con le reti domestiche di OneWorld e WestJet. Anche Jetstar, che opera anch’essa il Dreamliner, ottiene gli stessi diritti, aprendo la strada a un’offerta low-cost per il turismo durante la stagione sciistica canadese.
I buyer del settore viaggi devono prepararsi a una competizione significativa. L’eliminazione dei limiti di capacità tende a far calare le tariffe nei periodi di punta, ad aumentare la disponibilità di posti premio e a migliorare le opzioni di programmazione per i programmi aziendali. I team di procurement con esposizione sul mercato canadese potrebbero voler rinegoziare i contratti long-haul con l’arrivo di frequenze aggiuntive.
I policy-maker vedono benefici più ampi. Il Canada è una fonte sempre più importante di lavoratori qualificati per i settori tecnologico e minerario australiani, mentre le aziende australiane stanno espandendo la loro presenza nel corridoio clean-tech di Vancouver. Più voli e una gestione più semplice delle merci sosterranno questo flusso di talenti e scambi commerciali. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che l’accordo si integra con la strategia canadese Global Skills Strategy e con la riforma australiana del marzo scorso sul processo di rilascio dei visti, riducendo ulteriormente gli ostacoli per i lavoratori mobili.
In sintesi, il patto rappresenta l’espansione più significativa dei diritti aerei tra Australia e Canada dalla nascita dei servizi nel 1984. I viaggiatori business possono aspettarsi più posti, opzioni di rotta più ampie e tariffe più competitive, mentre le compagnie aeree si muovono rapidamente per sfruttare questa nuova libertà.
Per Qantas, il tempismo è perfetto. La compagnia di bandiera riceverà 12 nuovi 787-9 a partire dalla fine del 2026 e da tempo guarda a Toronto e Montreal come futuri hub. I dirigenti hanno dichiarato agli analisti che ora possono “espandersi in Nord America senza intaccare la joint venture con American Airlines”, lasciando intendere servizi stagionali che si integrerebbero perfettamente con le reti domestiche di OneWorld e WestJet. Anche Jetstar, che opera anch’essa il Dreamliner, ottiene gli stessi diritti, aprendo la strada a un’offerta low-cost per il turismo durante la stagione sciistica canadese.
I buyer del settore viaggi devono prepararsi a una competizione significativa. L’eliminazione dei limiti di capacità tende a far calare le tariffe nei periodi di punta, ad aumentare la disponibilità di posti premio e a migliorare le opzioni di programmazione per i programmi aziendali. I team di procurement con esposizione sul mercato canadese potrebbero voler rinegoziare i contratti long-haul con l’arrivo di frequenze aggiuntive.
I policy-maker vedono benefici più ampi. Il Canada è una fonte sempre più importante di lavoratori qualificati per i settori tecnologico e minerario australiani, mentre le aziende australiane stanno espandendo la loro presenza nel corridoio clean-tech di Vancouver. Più voli e una gestione più semplice delle merci sosterranno questo flusso di talenti e scambi commerciali. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che l’accordo si integra con la strategia canadese Global Skills Strategy e con la riforma australiana del marzo scorso sul processo di rilascio dei visti, riducendo ulteriormente gli ostacoli per i lavoratori mobili.
In sintesi, il patto rappresenta l’espansione più significativa dei diritti aerei tra Australia e Canada dalla nascita dei servizi nel 1984. I viaggiatori business possono aspettarsi più posti, opzioni di rotta più ampie e tariffe più competitive, mentre le compagnie aeree si muovono rapidamente per sfruttare questa nuova libertà.
Fonte: 2PAXfly