
Dopo oltre 25 anni di negoziati, l'Accordo di Associazione UE-Mercosur è entrato in applicazione provvisoria alle 00:01 BRT del 1° maggio 2026. Sebbene i titoli si concentrino sull'eliminazione o riduzione immediata dei dazi su 95% delle esportazioni del Mercosur e 91% di quelle dell'UE, il trattato di 6.000 pagine include anche un capitolo moderno sulla mobilità, destinato a rivoluzionare il flusso di talenti, servizi e investimenti tra il Brasile e il blocco europeo di 27 nazioni.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il testo più rilevante è l'Allegato 13-B, che obbliga entrambe le parti ad accelerare il rilascio dei visti “business-visitor per investimenti”, “trasferimento intra-aziendale” e “fornitore di servizi a breve termine” entro dieci giorni lavorativi, e a pubblicare entro 30 giorni dall’entrata in vigore una lista unica e consolidata delle categorie esenti da visto e permesso.
In pratica, dirigenti brasiliani ed europei in viaggio fino a 90 giorni per riunioni, negoziazioni contrattuali o assistenza post-vendita potranno imbarcarsi solo con passaporto e lettera d’invito, evitando le code ai consolati che prima duravano fino a sei settimane a San Paolo e Madrid.
L’accordo introduce anche un programma di “datore di lavoro affidabile”: le multinazionali brasiliane che investono nell’UE e rispettano i criteri di conformità potranno presentare domande elettroniche di permesso di lavoro pre-approvate entro cinque giorni, mentre le aziende UE operanti in Brasile avranno accesso reciproco tramite la piattaforma Migrante Lab del Ministero del Lavoro.
I team HR dovrebbero iniziare a mappare il personale globalmente mobile nelle nuove categorie e prevedere nel budget le spese legali già in questo trimestre, poiché la Commissione Europea ha promesso moduli standard e linee guida entro fine maggio.
Sebbene l’accordo sia solo in applicazione provvisoria – cioè la ratifica completa da parte di tutti gli Stati membri UE è ancora in corso – l’esperienza con l’accordo UE-Canada CETA dimostra che le disposizioni sulla mobilità diventano operative quasi subito dopo la pubblicazione dei regolamenti nazionali di attuazione. Il Ministero degli Esteri brasiliano ha indicato che un’ordinanza interministeriale per allineare la Legge sulla Migrazione al trattato sarà pubblicata “entro 15 giorni”.
Le implicazioni pratiche sono ampie: le aziende avranno un quadro unico per ruotare ingegneri tra San Paolo e Stoccarda, ricercatori farmaceutici tra Campinas e Lione, e team di vendita agritech su entrambi i mercati. I budget per la mobilità dovrebbero ridursi con la scomparsa delle tasse consolari, mentre i cicli di pianificazione delle missioni potrebbero accorciarsi da mesi a settimane.
Le imprese che dipendono da viaggi frequenti oltre confine dovrebbero rivedere ora le politiche di distacco, assicurarsi che i team paghe comprendano le regole di coordinamento della sicurezza sociale inserite nell’accordo, e prepararsi a sfruttare le corsie preferenziali per i visti non appena saranno pubblicate dai consolati.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il testo più rilevante è l'Allegato 13-B, che obbliga entrambe le parti ad accelerare il rilascio dei visti “business-visitor per investimenti”, “trasferimento intra-aziendale” e “fornitore di servizi a breve termine” entro dieci giorni lavorativi, e a pubblicare entro 30 giorni dall’entrata in vigore una lista unica e consolidata delle categorie esenti da visto e permesso.
In pratica, dirigenti brasiliani ed europei in viaggio fino a 90 giorni per riunioni, negoziazioni contrattuali o assistenza post-vendita potranno imbarcarsi solo con passaporto e lettera d’invito, evitando le code ai consolati che prima duravano fino a sei settimane a San Paolo e Madrid.
L’accordo introduce anche un programma di “datore di lavoro affidabile”: le multinazionali brasiliane che investono nell’UE e rispettano i criteri di conformità potranno presentare domande elettroniche di permesso di lavoro pre-approvate entro cinque giorni, mentre le aziende UE operanti in Brasile avranno accesso reciproco tramite la piattaforma Migrante Lab del Ministero del Lavoro.
I team HR dovrebbero iniziare a mappare il personale globalmente mobile nelle nuove categorie e prevedere nel budget le spese legali già in questo trimestre, poiché la Commissione Europea ha promesso moduli standard e linee guida entro fine maggio.
Sebbene l’accordo sia solo in applicazione provvisoria – cioè la ratifica completa da parte di tutti gli Stati membri UE è ancora in corso – l’esperienza con l’accordo UE-Canada CETA dimostra che le disposizioni sulla mobilità diventano operative quasi subito dopo la pubblicazione dei regolamenti nazionali di attuazione. Il Ministero degli Esteri brasiliano ha indicato che un’ordinanza interministeriale per allineare la Legge sulla Migrazione al trattato sarà pubblicata “entro 15 giorni”.
Le implicazioni pratiche sono ampie: le aziende avranno un quadro unico per ruotare ingegneri tra San Paolo e Stoccarda, ricercatori farmaceutici tra Campinas e Lione, e team di vendita agritech su entrambi i mercati. I budget per la mobilità dovrebbero ridursi con la scomparsa delle tasse consolari, mentre i cicli di pianificazione delle missioni potrebbero accorciarsi da mesi a settimane.
Le imprese che dipendono da viaggi frequenti oltre confine dovrebbero rivedere ora le politiche di distacco, assicurarsi che i team paghe comprendano le regole di coordinamento della sicurezza sociale inserite nell’accordo, e prepararsi a sfruttare le corsie preferenziali per i visti non appena saranno pubblicate dai consolati.
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