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I ministri dell'Interno del MED-9 pronti a discutere di rimpatri e Frontex in vista dell'aumento estivo

mag 16, 2026
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I ministri dell'Interno del MED-9 pronti a discutere di rimpatri e Frontex in vista dell'aumento estivo
Il 15 maggio 2026, il Brussels Times ha riportato che i ministri dell’Interno di nove Stati mediterranei dell’UE (i cosiddetti “MED-9”) si riuniranno a Rovigno, in Croazia, il 18 maggio per definire una posizione comune su migrazione irregolare, gestione delle frontiere esterne e traffico di droga. Sebbene il Belgio non faccia parte dei MED-9, molte sue aziende impiegano numerosi lavoratori espatriati in Francia, Spagna, Italia e Portogallo, Paesi le cui politiche su visti e frontiere spesso influenzano l’intera area Schengen.

I documenti all’ordine del giorno indicano che i ministri discuteranno di un’accelerazione nell’attuazione del “Fondo di Solidarietà” previsto dal Patto UE su Migrazione e Asilo, che prevede il contributo di personale, fondi o ricollocamenti da parte degli Stati non in prima linea. Verranno inoltre valutate proposte per un nuovo “Sistema Europeo Comune per i Rimpatri”, con un mandato ampliato per Frontex, incaricata di coordinare voli charter e la gestione digitale dei casi.

Per i responsabili della mobilità aziendale belga, questo è un tema cruciale: un rafforzamento dei controlli sui rimpatri nei punti di ingresso mediterranei potrebbe avere effetti a catena verso nord, influenzando i trasferimenti che transitano via Spagna o Italia e aumentando i controlli documentali sui voli intra-Schengen diretti a Bruxelles.

I ministri dell'Interno del MED-9 pronti a discutere di rimpatri e Frontex in vista dell'aumento estivo


La riunione segue di pochi giorni la Dichiarazione di Chișinău del Consiglio d’Europa, che ha chiesto deportazioni più efficaci. Gli analisti politici prevedono che i ministri MED-9 tradurranno questo segnale politico in un piano operativo, che potrebbe includere centri di screening congiunti in Nord Africa. Tale iniziativa obbligherebbe le multinazionali belghe con hub regionali a Casablanca o Tunisi a rivedere le regole di distacco e le strategie per i permessi di lavoro.

Il Ministero degli Interni belga invierà una squadra di osservatori a Rovigno e ha segnalato tre questioni rilevanti per le imprese: (1) l’integrazione dei dati sui rimpatri con il Sistema di Entrata/Uscita, (2) la possibilità che i viaggiatori d’affari siano soggetti a sanzioni da parte dei vettori in caso di documentazione irregolare, e (3) l’introduzione di nuove tasse di sicurezza incorporate nei biglietti aerei per finanziare le operazioni di Frontex.

Il ministero promette consultazioni con il settore industriale una volta pubblicate le conclusioni, probabilmente all’inizio di giugno. Nel frattempo, i team di mobilità globale dovrebbero monitorare eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto sulle responsabilità dei vettori, aggiornare le notifiche per i lavoratori distaccati e informare i viaggiatori in transito negli hub mediterranei sui possibili controlli d’identità a campione, anche su tratte interne a Schengen, per evitare multe o negazioni d’imbarco.
Fonte: The Brussels Times

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