
Il Ministero dell'Interno britannico ha confermato che il controverso progetto pilota "uno dentro, uno fuori" con la Francia — secondo cui ogni richiedente asilo che arriva nel Kent su una piccola imbarcazione viene rimandato in Francia in cambio di una persona già in attesa lì che può entrare legalmente nel Regno Unito — sarà attivo fino al 1° ottobre 2026. Il programma, firmato dal Primo Ministro Keir Starmer e dal Presidente Emmanuel Macron lo scorso luglio, avrebbe dovuto terminare l'11 giugno, ma è stato prorogato silenziosamente nel fine settimana dopo che le valutazioni interne lo hanno giudicato "operativamente valido".
Sebbene i ministri sostengano che i trasferimenti reciproci stiano iniziando a scoraggiare i tentativi di attraversamento, i dati del Ministero mostrano che finora 605 migranti sono stati rimandati in Francia, mentre 581 sono entrati nel Regno Unito tramite traghetti regolari e servizi Eurotunnel. Il numero di tentativi di attraversamento è diminuito di circa un terzo rispetto al 2025, ma i funzionari ammettono che il maltempo primaverile e lo spostamento dei trafficanti verso rotte via camion attraverso il Belgio hanno contribuito a questa riduzione.
Avvocati e ONG hanno reagito con rabbia alla proroga, definendo il programma "traffico di esseri umani autorizzato dallo Stato". I sostenitori dei diritti umani denunciano che le persone rimandate in Francia spesso scompaiono dai centri di accoglienza e potrebbero essere dirottate verso altri Stati UE dove sono state prima fotosegnalate, rischiando così il respingimento verso paesi pericolosi.
Nel frattempo, i gruppi imprenditoriali temono che la politica complichi la pianificazione della forza lavoro in settori che dipendono dai flussi di talenti rifugiati, come la sanità e l’assistenza sociale.
Per i team di mobilità internazionale il messaggio è duplice: innanzitutto, prepararsi a un’intensa attenzione mediatica e politica sui movimenti transfrontalieri fino all’autunno; in secondo luogo, essere pronti a un possibile inasprimento dei controlli di responsabilità dei vettori, mentre la Francia cerca di dimostrare che il progetto pilota non sta aumentando le partenze clandestine dalle sue coste.
I datori di lavoro che trasferiscono personale tra uffici nel Regno Unito e in Francia dovrebbero ricordare ai dipendenti di portare con sé tutta la documentazione necessaria e di prevedere tempi supplementari ai valichi di frontiera di Calais e Dover.
Sebbene i ministri sostengano che i trasferimenti reciproci stiano iniziando a scoraggiare i tentativi di attraversamento, i dati del Ministero mostrano che finora 605 migranti sono stati rimandati in Francia, mentre 581 sono entrati nel Regno Unito tramite traghetti regolari e servizi Eurotunnel. Il numero di tentativi di attraversamento è diminuito di circa un terzo rispetto al 2025, ma i funzionari ammettono che il maltempo primaverile e lo spostamento dei trafficanti verso rotte via camion attraverso il Belgio hanno contribuito a questa riduzione.
Avvocati e ONG hanno reagito con rabbia alla proroga, definendo il programma "traffico di esseri umani autorizzato dallo Stato". I sostenitori dei diritti umani denunciano che le persone rimandate in Francia spesso scompaiono dai centri di accoglienza e potrebbero essere dirottate verso altri Stati UE dove sono state prima fotosegnalate, rischiando così il respingimento verso paesi pericolosi.
Nel frattempo, i gruppi imprenditoriali temono che la politica complichi la pianificazione della forza lavoro in settori che dipendono dai flussi di talenti rifugiati, come la sanità e l’assistenza sociale.
Per i team di mobilità internazionale il messaggio è duplice: innanzitutto, prepararsi a un’intensa attenzione mediatica e politica sui movimenti transfrontalieri fino all’autunno; in secondo luogo, essere pronti a un possibile inasprimento dei controlli di responsabilità dei vettori, mentre la Francia cerca di dimostrare che il progetto pilota non sta aumentando le partenze clandestine dalle sue coste.
I datori di lavoro che trasferiscono personale tra uffici nel Regno Unito e in Francia dovrebbero ricordare ai dipendenti di portare con sé tutta la documentazione necessaria e di prevedere tempi supplementari ai valichi di frontiera di Calais e Dover.
Fonte: The Guardian
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