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Il rapporto 2026 della Commissione Europea sullo “Stato di Schengen” definisce nuove priorità e segnala i controlli interni prolungati in Francia

mag 19, 2026
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Il rapporto 2026 della Commissione Europea sullo “Stato di Schengen” definisce nuove priorità e segnala i controlli interni prolungati in Francia
Il 18 maggio la Commissione Europea ha pubblicato il suo quinto Rapporto annuale sullo Stato di Schengen, un documento di 26 pagine che fa il punto sui viaggi senza frontiere e definisce le priorità per il 2026-2027. Il messaggio principale è positivo: le traversate illegali alle frontiere esterne dell’UE sono diminuite del 26% nel 2025 e il tasso di rimpatrio dei migranti irregolari ha raggiunto un massimo decennale del 28%. Un traguardo importante è stato il pieno avvio, ad aprile, del Sistema di Entrata/Uscita (EES), che il rapporto accredita per aver individuato 32.000 viaggiatori non ammessi nelle prime sei settimane.

Tuttavia, il rapporto critica anche alcuni Stati membri — tra cui la Francia — che continuano ad applicare controlli alle frontiere interne in modo quasi permanente. Parigi ha rinnovato i controlli alle frontiere terrestri con Spagna, Italia e Belgio fino al 31 ottobre 2026, citando minacce jihadiste persistenti e reti di trafficanti di migranti nell’area del Canale della Manica. Bruxelles avverte che tali misure prolungate devono rimanere “strettamente temporanee, mirate e proporzionate” e annuncia che il Consiglio tornerà a discutere la questione durante la riunione di Giustizia e Affari Interni di giugno.

Il rapporto 2026 della Commissione Europea sullo “Stato di Schengen” definisce nuove priorità e segnala i controlli interni prolungati in Francia


Per i pendolari transfrontalieri nei corridoi Lille–Tournai e Nizza–Ventimiglia, i controlli a campione hanno aggiunto in media 12 minuti ai viaggi quotidiani, secondo i dati raccolti dalla Commissione presso le camere di commercio regionali. Anche i fornitori logistici che spediscono componenti just-in-time agli stabilimenti francesi segnalano rallentamenti simili. La Commissione invita quindi la Francia a esplorare alternative come pattugliamenti mobili e condivisione in tempo reale delle informazioni, invece di checkpoint statici.

L’agenda futura del rapporto include diversi punti di interesse diretto per i team di mobilità aziendale: il completamento del sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS entro il quarto trimestre 2026; nuovi finanziamenti per infrastrutture di frontiera intelligenti a Eurotunnel e ai valichi merci baschi; e una proposta legislativa per armonizzare i varchi elettronici aeroportuali in tutto il blocco. La Commissione sta inoltre elaborando linee guida sull’uso di sistemi di valutazione del rischio basati sull’intelligenza artificiale alle frontiere esterne — uno sviluppo che potrebbe velocizzare i corridoi VIP ma sollevare nuove preoccupazioni sulla privacy dei dati.

Per gli operatori della mobilità globale, la conclusione è duplice: aspettarsi procedure più snelle alle frontiere esterne francesi grazie all’EES e, in futuro, all’ETIAS; ma prepararsi a controlli a campione continui su alcune frontiere interne almeno fino alla fine del 2026. Le aziende con traffico transfrontaliero regolare dovrebbero mappare percorsi alternativi e considerare possibili ritardi nei tempi di consegna fino a quando il Consiglio Schengen non definirà un calendario chiaro per la cessazione dei controlli interni.
Fonte: European Commission – Representation in Luxembourg

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