
Il 18 maggio la Commissione Europea ha pubblicato il suo quinto Rapporto annuale sullo Stato di Schengen, un documento di 26 pagine che fa il punto sui viaggi senza frontiere e definisce le priorità per il 2026-2027. Il messaggio principale è positivo: le traversate illegali alle frontiere esterne dell’UE sono diminuite del 26% nel 2025 e il tasso di rimpatrio dei migranti irregolari ha raggiunto un massimo decennale del 28%. Un traguardo importante è stato il pieno avvio, ad aprile, del Sistema di Entrata/Uscita (EES), che il rapporto accredita per aver individuato 32.000 viaggiatori non ammessi nelle prime sei settimane.
Tuttavia, il rapporto critica anche alcuni Stati membri — tra cui la Francia — che continuano ad applicare controlli alle frontiere interne in modo quasi permanente. Parigi ha rinnovato i controlli alle frontiere terrestri con Spagna, Italia e Belgio fino al 31 ottobre 2026, citando minacce jihadiste persistenti e reti di trafficanti di migranti nell’area del Canale della Manica. Bruxelles avverte che tali misure prolungate devono rimanere “strettamente temporanee, mirate e proporzionate” e annuncia che il Consiglio tornerà a discutere la questione durante la riunione di Giustizia e Affari Interni di giugno.
Per i pendolari transfrontalieri nei corridoi Lille–Tournai e Nizza–Ventimiglia, i controlli a campione hanno aggiunto in media 12 minuti ai viaggi quotidiani, secondo i dati raccolti dalla Commissione presso le camere di commercio regionali. Anche i fornitori logistici che spediscono componenti just-in-time agli stabilimenti francesi segnalano rallentamenti simili. La Commissione invita quindi la Francia a esplorare alternative come pattugliamenti mobili e condivisione in tempo reale delle informazioni, invece di checkpoint statici.
L’agenda futura del rapporto include diversi punti di interesse diretto per i team di mobilità aziendale: il completamento del sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS entro il quarto trimestre 2026; nuovi finanziamenti per infrastrutture di frontiera intelligenti a Eurotunnel e ai valichi merci baschi; e una proposta legislativa per armonizzare i varchi elettronici aeroportuali in tutto il blocco. La Commissione sta inoltre elaborando linee guida sull’uso di sistemi di valutazione del rischio basati sull’intelligenza artificiale alle frontiere esterne — uno sviluppo che potrebbe velocizzare i corridoi VIP ma sollevare nuove preoccupazioni sulla privacy dei dati.
Per gli operatori della mobilità globale, la conclusione è duplice: aspettarsi procedure più snelle alle frontiere esterne francesi grazie all’EES e, in futuro, all’ETIAS; ma prepararsi a controlli a campione continui su alcune frontiere interne almeno fino alla fine del 2026. Le aziende con traffico transfrontaliero regolare dovrebbero mappare percorsi alternativi e considerare possibili ritardi nei tempi di consegna fino a quando il Consiglio Schengen non definirà un calendario chiaro per la cessazione dei controlli interni.
Tuttavia, il rapporto critica anche alcuni Stati membri — tra cui la Francia — che continuano ad applicare controlli alle frontiere interne in modo quasi permanente. Parigi ha rinnovato i controlli alle frontiere terrestri con Spagna, Italia e Belgio fino al 31 ottobre 2026, citando minacce jihadiste persistenti e reti di trafficanti di migranti nell’area del Canale della Manica. Bruxelles avverte che tali misure prolungate devono rimanere “strettamente temporanee, mirate e proporzionate” e annuncia che il Consiglio tornerà a discutere la questione durante la riunione di Giustizia e Affari Interni di giugno.
Per i pendolari transfrontalieri nei corridoi Lille–Tournai e Nizza–Ventimiglia, i controlli a campione hanno aggiunto in media 12 minuti ai viaggi quotidiani, secondo i dati raccolti dalla Commissione presso le camere di commercio regionali. Anche i fornitori logistici che spediscono componenti just-in-time agli stabilimenti francesi segnalano rallentamenti simili. La Commissione invita quindi la Francia a esplorare alternative come pattugliamenti mobili e condivisione in tempo reale delle informazioni, invece di checkpoint statici.
L’agenda futura del rapporto include diversi punti di interesse diretto per i team di mobilità aziendale: il completamento del sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS entro il quarto trimestre 2026; nuovi finanziamenti per infrastrutture di frontiera intelligenti a Eurotunnel e ai valichi merci baschi; e una proposta legislativa per armonizzare i varchi elettronici aeroportuali in tutto il blocco. La Commissione sta inoltre elaborando linee guida sull’uso di sistemi di valutazione del rischio basati sull’intelligenza artificiale alle frontiere esterne — uno sviluppo che potrebbe velocizzare i corridoi VIP ma sollevare nuove preoccupazioni sulla privacy dei dati.
Per gli operatori della mobilità globale, la conclusione è duplice: aspettarsi procedure più snelle alle frontiere esterne francesi grazie all’EES e, in futuro, all’ETIAS; ma prepararsi a controlli a campione continui su alcune frontiere interne almeno fino alla fine del 2026. Le aziende con traffico transfrontaliero regolare dovrebbero mappare percorsi alternativi e considerare possibili ritardi nei tempi di consegna fino a quando il Consiglio Schengen non definirà un calendario chiaro per la cessazione dei controlli interni.
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