
La Commissione Europea ha pubblicato lunedì 18 maggio il suo quinto rapporto annuale sullo stato di Schengen, con un dato che cattura subito l’attenzione. Da quando il Sistema di Entrata/Uscita (EES) è diventato pienamente operativo in tutto il blocco nell’aprile scorso, le guardie di frontiera hanno registrato oltre 66 milioni di passaggi di cittadini di paesi terzi, respingendo automaticamente circa 32.000 persone che non soddisfacevano i criteri di ammissione. Gli aeroporti e i porti francesi, che gestiscono circa un quinto del traffico esterno Schengen, sono stati tra i primi beneficiari: i chioschi biometrici automatici a Parigi-Charles-de-Gaulle e ai terminal dei traghetti del Canale della Manica hanno ridotto i tempi medi di verifica dei passeggeri in arrivo del 40%, secondo fonti informate sul rapporto.
Oltre ai numeri, Bruxelles utilizza questi dati per sostenere che la digitalizzazione della gestione delle frontiere sta già migliorando la sicurezza, preservando al contempo il principio della libera circolazione. Questo è particolarmente rilevante per la Francia, che dal 2015 ha rinnovato più volte i controlli temporanei alle sue frontiere terrestri con Belgio, Spagna e Italia. In un linguaggio insolito per la Commissione, si “incoraggia” Parigi e altri cinque Stati membri a eliminare gradualmente questi controlli interni, affidandosi invece all’analisi del rischio in tempo reale generata dall’EES.
Per i viaggiatori d’affari, l’impatto immediato sarà l’introduzione di nuovi obblighi pre-partenza. Compagnie aeree, operatori di autobus e crociere devono ora trasmettere i manifesti passeggeri tramite un servizio web EES gestito da eu-LISA prima dell’imbarco. I vettori che imbarcano viaggiatori con passaporto o visto Schengen scaduti rischiano multe automatiche e i costi di rimpatrio. Diverse compagnie francesi, tra cui Air France-KLM e Brittany Ferries, hanno comunicato all’associazione di settore FNAM di aver aggiunto 30 secondi per passeggero alle procedure di check-in per adeguarsi.
Gli esperti di immigrazione segnalano già effetti a catena sui programmi di mobilità aziendale. “L’EES rende la regola Schengen 90/180 giorni praticamente autoapplicativa,” osserva Anne-Sophie Durand, partner di EY Société d’Avocats a Parigi. I datori di lavoro che ruotano personale non UE in missioni brevi in Francia dovranno gestire calendari di viaggio rigorosi: un weekend in più a una fiera potrebbe far superare il limite a un dipendente, generando un record di permanenza irregolare visibile a ogni posto di frontiera Schengen.
Guardando al futuro, la Commissione vuole che gli Stati membri sviluppino ulteriormente l’EES completando entro la fine del 2026 il tanto atteso sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS per i cittadini esenti da visto e digitalizzando gli ordini di rimpatrio per i migranti irregolari. La domanda politica chiave ora è se la Francia si sentirà abbastanza sicura da abolire i controlli interni una volta che questi progetti saranno operativi.
Oltre ai numeri, Bruxelles utilizza questi dati per sostenere che la digitalizzazione della gestione delle frontiere sta già migliorando la sicurezza, preservando al contempo il principio della libera circolazione. Questo è particolarmente rilevante per la Francia, che dal 2015 ha rinnovato più volte i controlli temporanei alle sue frontiere terrestri con Belgio, Spagna e Italia. In un linguaggio insolito per la Commissione, si “incoraggia” Parigi e altri cinque Stati membri a eliminare gradualmente questi controlli interni, affidandosi invece all’analisi del rischio in tempo reale generata dall’EES.
Per i viaggiatori d’affari, l’impatto immediato sarà l’introduzione di nuovi obblighi pre-partenza. Compagnie aeree, operatori di autobus e crociere devono ora trasmettere i manifesti passeggeri tramite un servizio web EES gestito da eu-LISA prima dell’imbarco. I vettori che imbarcano viaggiatori con passaporto o visto Schengen scaduti rischiano multe automatiche e i costi di rimpatrio. Diverse compagnie francesi, tra cui Air France-KLM e Brittany Ferries, hanno comunicato all’associazione di settore FNAM di aver aggiunto 30 secondi per passeggero alle procedure di check-in per adeguarsi.
Gli esperti di immigrazione segnalano già effetti a catena sui programmi di mobilità aziendale. “L’EES rende la regola Schengen 90/180 giorni praticamente autoapplicativa,” osserva Anne-Sophie Durand, partner di EY Société d’Avocats a Parigi. I datori di lavoro che ruotano personale non UE in missioni brevi in Francia dovranno gestire calendari di viaggio rigorosi: un weekend in più a una fiera potrebbe far superare il limite a un dipendente, generando un record di permanenza irregolare visibile a ogni posto di frontiera Schengen.
Guardando al futuro, la Commissione vuole che gli Stati membri sviluppino ulteriormente l’EES completando entro la fine del 2026 il tanto atteso sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS per i cittadini esenti da visto e digitalizzando gli ordini di rimpatrio per i migranti irregolari. La domanda politica chiave ora è se la Francia si sentirà abbastanza sicura da abolire i controlli interni una volta che questi progetti saranno operativi.
Fonte: Europa Press
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
I piloti di French Bee concludono lo sciopero di sei giorni sul salario, i voli a lungo raggio tornano gradualmente alla normalità
L’UE presenta la sua prima Strategia sui Visti: la Francia pronta a rivedere il ‘Passaporto Talenti’ per restare competitiva