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I controlli biometrici alle frontiere dell’UE causano code di 3 ore per i britannici al rientro in patria

mag 31, 2026
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I controlli biometrici alle frontiere dell’UE causano code di 3 ore per i britannici al rientro in patria
I viaggiatori britannici che rientrano nel Regno Unito al termine della pausa di metà maggio sono avvisati di presentarsi negli aeroporti dell’UE almeno tre ore prima della partenza, dopo che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea ha causato lunghe code ai controlli di frontiera sabato 30 maggio 2026. L’EES è entrato pienamente in funzione nell’area Schengen ad aprile. Il sistema sostituisce il semplice timbro sul passaporto con una registrazione digitale che acquisisce immagini facciali e impronte digitali di ogni cittadino non appartenente all’UE che entra o esce dal blocco.

Sebbene la tecnologia sia pensata per rafforzare la sicurezza e facilitare l’individuazione di soggiorni irregolari, l’elevato numero di viaggiatori britannici per turismo e affari ha evidenziato colli di bottiglia in molti aeroporti del Mediterraneo. Yvonne Moynihan, Chief Corporate Officer di Wizz Air, ha dichiarato alla BBC di consigliare ai passeggeri di prevedere un’ora in più negli aeroporti di partenza e di lasciare ampi margini tra i voli in coincidenza.

ACI Europe, l’associazione degli operatori aeroportuali, ha riferito che un sondaggio lampo condotto il 26 maggio su 45 aeroporti in 20 paesi membri ha rilevato code fino a tre ore e mezza nelle ore di punta, anche dove erano stati impiegati personale aggiuntivo e sospese temporaneamente alcune regole. La Polizia di Frontiera francese ha temporaneamente allentato i controlli a Dover la scorsa settimana, dopo che le code record minacciavano di bloccare il porto.

I controlli biometrici alle frontiere dell’UE causano code di 3 ore per i britannici al rientro in patria


Le autorità di Spagna, Portogallo e Francia — le tre destinazioni estive più frequentate dai turisti britannici — segnalano performance altalenanti: alcuni aeroporti gestiscono bene il flusso, altri si bloccano quando pochi chioschi vanno offline. Per i responsabili della mobilità aziendale, il consiglio è aggiornare subito le politiche di viaggio dei dipendenti. Chi transita nell’UE per affari dovrebbe aggiungere almeno un’ora ai tempi di permanenza in aeroporto e valutare pernottamenti vicino agli hub per garantire le coincidenze.

I team HR devono ricordare che la prima visita con EES richiede più tempo, poiché vengono raccolte impronte e foto complete del volto; i viaggi successivi saranno più rapidi se il riconoscimento biometrico funziona al primo tentativo. Guardando al futuro, il sistema britannico di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) e il permesso di viaggio ETIAS dell’UE (vedi articolo dedicato) renderanno presto obbligatorie le pre-autorizzazioni digitali su entrambi i lati della Manica.

Le aziende che fanno affidamento su viaggi frequenti a corto raggio dovranno monitorare i limiti di 90/180 giorni nello spazio Schengen e mantenere un registro centrale della validità dell’ETA, soprattutto quando il Regno Unito passerà completamente agli eVisa nel febbraio 2026. Nel frattempo, i professionisti della mobilità dovrebbero fornire consigli pratici: portare con sé power bank e acqua per le eventuali attese e tenere a portata di mano le carte d’imbarco, poiché alcuni aeroporti effettuano controlli documentali secondari prima della sicurezza.
Fonte: The Guardian

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