
Dopo quasi un decennio di negoziati politici a Bruxelles, il Patto europeo su migrazione e asilo è entrato in vigore a mezzanotte del 12 giugno 2026. Per il Belgio, uno dei principali punti di arrivo e transito del blocco, questo cambiamento rappresenta molto più di una semplice tappa simbolica: dà il via a una corsa di 18 mesi per rivedere ogni fase del processo di asilo e rimpatrio, ampliare i controlli digitali alle frontiere esterne e definire i contributi di solidarietà che il Belgio potrebbe dover versare in caso di picchi di arrivi nei paesi mediterranei.
Secondo il nuovo quadro normativo, le domande di asilo presentate negli aeroporti, porti e confini terrestri belgi devono essere preregistrate entro tre giorni nel sistema europeo Entry/Exit System (EES) e in un database biometrico parallelo, “EuroDAC II”. I tempi di gestione dei casi si ridurranno da sei a quattro mesi, con procedure accelerate di 12 settimane per i richiedenti provenienti da paesi “sicuri”. L’aeroporto di Bruxelles e la Polizia federale hanno già aggiornato sei varchi elettronici e installato 48 scanner mobili per le impronte digitali per far fronte al carico di lavoro aggiuntivo; la prossima settimana entrerà in funzione un nuovo centro di screening transito da 230 posti accanto al Molo B.
L’Ufficio Immigrazione (DVZ) ha creato una “Taskforce per l’implementazione del Patto” composta da 50 persone per coordinare il lancio IT con le regioni e i centri di accoglienza locali. Per i datori di lavoro, il cambiamento più significativo è indiretto: il Regolamento sull’accoglienza del patto concede ora ai richiedenti asilo il diritto di lavorare dopo sei mesi (invece di nove) dalla presentazione della domanda. Nei settori già in difficoltà per carenza di manodopera — logistica intorno al porto di Anversa, sanità in Fiandre e ospitalità a Bruxelles — le agenzie per il lavoro prevedono un modesto ma gradito incremento delle risorse umane entro i primi mesi del 2027.
Sul fronte dei rischi, le aziende che offrono alloggi a lavoratori distaccati o temporanei devono garantire che le sistemazioni rispettino i nuovi standard qualitativi europei che il Belgio ha deciso di integrare nei codici del lavoro regionali. Politicamente, il governo belga presenta il patto come la prova che “soluzioni europee sono possibili”, un messaggio volto a smorzare le critiche della destra radicale di Vlaams Belang in vista delle elezioni federali del prossimo anno. Tuttavia, fonti ufficiali ammettono privatamente che la capacità di detenzione, i voli di rimpatrio e la cooperazione con Francia e Paesi Bassi per la sorveglianza transfrontaliera restano punti deboli.
Le associazioni della società civile stanno già preparando ricorsi legali contro l’estensione della detenzione preventiva a 24 mesi, sostenendo che viola l’articolo 6 della Costituzione belga. Per i programmi dedicati ai viaggi d’affari, i responsabili della mobilità internazionale dovrebbero aggiornare le checklist pre-partenza: (1) prevedere 10-15 minuti in più per i cittadini di paesi terzi per superare i chioschi EES all’aeroporto di Bruxelles, finché non migliorerà la familiarità dei passeggeri; (2) verificare che le notifiche per i lavoratori distaccati includano il nuovo meccanismo della “tassa di solidarietà” (è stata aggiunta una casella IT in LIMOSA); e (3) monitorare i prossimi circolari regionali, attesi entro ottobre, che trasporranno le regole di accesso al mercato del lavoro del patto in Fiandre, Vallonia e Regione di Bruxelles-Capitale.
Secondo il nuovo quadro normativo, le domande di asilo presentate negli aeroporti, porti e confini terrestri belgi devono essere preregistrate entro tre giorni nel sistema europeo Entry/Exit System (EES) e in un database biometrico parallelo, “EuroDAC II”. I tempi di gestione dei casi si ridurranno da sei a quattro mesi, con procedure accelerate di 12 settimane per i richiedenti provenienti da paesi “sicuri”. L’aeroporto di Bruxelles e la Polizia federale hanno già aggiornato sei varchi elettronici e installato 48 scanner mobili per le impronte digitali per far fronte al carico di lavoro aggiuntivo; la prossima settimana entrerà in funzione un nuovo centro di screening transito da 230 posti accanto al Molo B.
L’Ufficio Immigrazione (DVZ) ha creato una “Taskforce per l’implementazione del Patto” composta da 50 persone per coordinare il lancio IT con le regioni e i centri di accoglienza locali. Per i datori di lavoro, il cambiamento più significativo è indiretto: il Regolamento sull’accoglienza del patto concede ora ai richiedenti asilo il diritto di lavorare dopo sei mesi (invece di nove) dalla presentazione della domanda. Nei settori già in difficoltà per carenza di manodopera — logistica intorno al porto di Anversa, sanità in Fiandre e ospitalità a Bruxelles — le agenzie per il lavoro prevedono un modesto ma gradito incremento delle risorse umane entro i primi mesi del 2027.
Sul fronte dei rischi, le aziende che offrono alloggi a lavoratori distaccati o temporanei devono garantire che le sistemazioni rispettino i nuovi standard qualitativi europei che il Belgio ha deciso di integrare nei codici del lavoro regionali. Politicamente, il governo belga presenta il patto come la prova che “soluzioni europee sono possibili”, un messaggio volto a smorzare le critiche della destra radicale di Vlaams Belang in vista delle elezioni federali del prossimo anno. Tuttavia, fonti ufficiali ammettono privatamente che la capacità di detenzione, i voli di rimpatrio e la cooperazione con Francia e Paesi Bassi per la sorveglianza transfrontaliera restano punti deboli.
Le associazioni della società civile stanno già preparando ricorsi legali contro l’estensione della detenzione preventiva a 24 mesi, sostenendo che viola l’articolo 6 della Costituzione belga. Per i programmi dedicati ai viaggi d’affari, i responsabili della mobilità internazionale dovrebbero aggiornare le checklist pre-partenza: (1) prevedere 10-15 minuti in più per i cittadini di paesi terzi per superare i chioschi EES all’aeroporto di Bruxelles, finché non migliorerà la familiarità dei passeggeri; (2) verificare che le notifiche per i lavoratori distaccati includano il nuovo meccanismo della “tassa di solidarietà” (è stata aggiunta una casella IT in LIMOSA); e (3) monitorare i prossimi circolari regionali, attesi entro ottobre, che trasporranno le regole di accesso al mercato del lavoro del patto in Fiandre, Vallonia e Regione di Bruxelles-Capitale.
Fonte: Reuters via StreetInsider
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