
Parallelamente alla revisione della Residence-Act, la Germania ha aggiornato i capitoli principali della legge sull’asilo (AsylG) per allinearsi alle nuove normative UE su screening e procedure di frontiera. La versione consolidata pubblicata oggi elimina ben 11 sezioni precedenti sui criteri di persecuzione e introduce una nuova sotto-sezione 4 (§§ 12b–12c) che consente alle autorità di limitare l’accesso di ONG e avvocati ad aree chiuse, centri di detenzione e posti di frontiera qualora venga messa a rischio l’“ordine pubblico”.
La riforma prevede uno *screening obbligatorio pre-ingresso* fino a sette giorni negli aeroporti e alle frontiere terrestri, seguito da procedure accelerate di asilo o rimpatrio da completare entro 12 settimane. I richiedenti provenienti da paesi con un tasso medio di riconoscimento UE inferiore al 20% saranno automaticamente inseriti nel percorso rapido. Le famiglie con bambini non sono esentate, una misura già criticata dalle organizzazioni per i diritti umani come incompatibile con la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.
Per i datori di lavoro questo comporta un cambiamento nei tempi di accesso al mercato del lavoro: il periodo di attesa si azzera, infatti, solo per chi supera la procedura di frontiera e viene trasferito in un centro di accoglienza interno, potendo così richiedere il permesso di lavoro dopo tre mesi (invece di sei). Le aziende nei settori della logistica e della trasformazione alimentare – che tradizionalmente assumono richiedenti asilo – devono quindi prepararsi a una **forza lavoro più ridotta ma con tempi di inserimento più rapidi**.
Importante per i viaggi d’affari: il § 18a è stato riscritto per autorizzare procedure aeroportuali più estese. Le compagnie aeree che operano voli charter devono ora fornire i manifesti passeggeri completi con 48 ore di anticipo e possono essere ritenute responsabili dei costi di detenzione se i passeggeri risultano non ammissibili. I travel manager dovrebbero rivedere i contratti con le compagnie per includere clausole di recupero costi.
Il ministero dell’Interno ha annunciato un portale digitale di tracciamento (“Asyl-Portal 360”) per i legali, ma il lancio pilota sarà limitato alla Baviera nel terzo trimestre. Fino ad allora, gli avvocati dovranno richiedere i fascicoli cartacei, un ulteriore ostacolo operativo nel supportare i lavoratori coinvolti nel nuovo sistema.
La riforma prevede uno *screening obbligatorio pre-ingresso* fino a sette giorni negli aeroporti e alle frontiere terrestri, seguito da procedure accelerate di asilo o rimpatrio da completare entro 12 settimane. I richiedenti provenienti da paesi con un tasso medio di riconoscimento UE inferiore al 20% saranno automaticamente inseriti nel percorso rapido. Le famiglie con bambini non sono esentate, una misura già criticata dalle organizzazioni per i diritti umani come incompatibile con la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.
Per i datori di lavoro questo comporta un cambiamento nei tempi di accesso al mercato del lavoro: il periodo di attesa si azzera, infatti, solo per chi supera la procedura di frontiera e viene trasferito in un centro di accoglienza interno, potendo così richiedere il permesso di lavoro dopo tre mesi (invece di sei). Le aziende nei settori della logistica e della trasformazione alimentare – che tradizionalmente assumono richiedenti asilo – devono quindi prepararsi a una **forza lavoro più ridotta ma con tempi di inserimento più rapidi**.
Importante per i viaggi d’affari: il § 18a è stato riscritto per autorizzare procedure aeroportuali più estese. Le compagnie aeree che operano voli charter devono ora fornire i manifesti passeggeri completi con 48 ore di anticipo e possono essere ritenute responsabili dei costi di detenzione se i passeggeri risultano non ammissibili. I travel manager dovrebbero rivedere i contratti con le compagnie per includere clausole di recupero costi.
Il ministero dell’Interno ha annunciato un portale digitale di tracciamento (“Asyl-Portal 360”) per i legali, ma il lancio pilota sarà limitato alla Baviera nel terzo trimestre. Fino ad allora, gli avvocati dovranno richiedere i fascicoli cartacei, un ulteriore ostacolo operativo nel supportare i lavoratori coinvolti nel nuovo sistema.