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L'Austria Estende i Controlli alle Frontiere Interne Schengen per Altri Tre Mesi

giu 16, 2026
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L'Austria Estende i Controlli alle Frontiere Interne Schengen per Altri Tre Mesi
L’Austria manterrà i controlli temporanei alle sue frontiere terrestri con Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia fino a metà settembre, ha annunciato il ministro dell’Interno Gerhard Karner il 15 giugno. La misura, introdotta per la prima volta nel pieno della crisi dei rifugiati del 2015 e rinnovata ogni sei mesi da allora, sarebbe dovuta scadere ieri. Vienna sostiene che questa misura sia ancora necessaria per contenere l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani, nonostante le ripetute richieste della Commissione Europea ai Paesi Schengen di tornare a un regime senza controlli.

Secondo il Ministero dell’Interno, la nuova proroga sostituirà i posti di blocco fissi con un concetto più “mobile e flessibile”. Pattuglie miste di polizia federale e militari si estenderanno fino a 30 chilometri all’interno del territorio austriaco, supportate da unità mobili di identificazione biometrica e furgoni con riconoscimento automatico delle targhe. Karner ha sottolineato che l’obiettivo è “colpire i trafficanti, non gravare sui viaggiatori regolari”, promettendo che i flussi di merci e il traffico pendolare quotidiano subiranno interruzioni minime.

L'Austria Estende i Controlli alle Frontiere Interne Schengen per Altri Tre Mesi


La decisione arriva pochi giorni dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che Bruxelles ritiene offra alternative ai controlli interni, come la cooperazione di polizia transfrontaliera e l’analisi congiunta dei rischi. L’Austria replica che la frontiera esterna Schengen nei Balcani occidentali resta porosa e che i movimenti secondari verso l’Europa centrale sono ancora significativi. I dati governativi indicano 19.800 domande di asilo nel 2025, in calo rispetto al picco di 112.000 del 2022, ma ancora più del doppio della media pre-pandemia.

Le associazioni di categoria hanno reagito con sentimenti contrastanti. La Camera di Commercio austriaca (WKÖ) ha accolto con favore il passaggio ai controlli mobili, sottolineando che le lunghe code di camion ai valichi di Spielfeld e Nickelsdorf avevano causato agli esportatori una stima di 17 milioni di euro in penali di consegna solo durante lo scorso inverno. Gli enti turistici, invece, temono che le proroghe ripetute diano un segnale negativo in vista della stagione estiva cruciale, soprattutto ai visitatori in auto provenienti dagli Stati membri vicini dell’UE.

Praticamente, le aziende che spostano personale o merci attraverso le frontiere interessate devono aspettarsi controlli occasionali in movimento, soprattutto ai valichi secondari e nelle aree di servizio autostradali. Si consiglia ai datori di lavoro di assicurarsi che i lavoratori non UE assegnati all’estero portino con sé passaporti e documenti di soggiorno anche quando viaggiano interamente all’interno dell’area Schengen, e di prevedere tempi di margine nei programmi di viaggio transfrontalieri almeno fino al 15 settembre 2026.
Fonte: RTRS / TANJUG via Radio-Television Republika Srpska

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