
La compagnia di bandiera australiana ha silenziosamente sospeso la tratta diretta ovest del suo servizio di punta Perth–Londra (QF9), operando ora il volo via Singapore, con un allungamento del viaggio di circa tre ore. La decisione, resa nota il 16 giugno dalla rivista di settore Air Traveler Club, segue la chiusura dello spazio aereo iraniano, iracheno e del Golfo circostante a causa di conflitti regionali, che ha imposto una rotta più lunga oltre l’autonomia pratica del Boeing 787-9 con pieno carico commerciale. Il volo in direzione est QF10 (Londra–Perth) continua a volare senza scalo, beneficiando di venti favorevoli e di una rotta più breve. Qantas non ha fornito una tempistica per il ripristino del volo diretto ovest, comunicando ai clienti corporate che la deviazione resterà in vigore “fino a miglioramenti delle condizioni operative”. La sosta a Singapore consente di trasportare oltre 60 passeggeri in più per volo rispetto a un non-stop con restrizioni di peso, mantenendo l’equilibrio economico della rotta. Per i viaggiatori d’affari, la modifica porta il tempo totale porta a porta oltre le 22 ore e potrebbe compromettere le coincidenze a Heathrow. Le agenzie di gestione viaggi consigliano di rivedere gli itinerari e, quando la rapidità è essenziale, valutare alternative con uno scalo via Dubai, Doha o Singapore su vettori partner. Le aziende con turni fly-in-fly-out verso l’Europa devono prevedere costi maggiori per la duty of care, a causa di giornate di lavoro più lunghe e fattori di affaticamento per l’equipaggio. La sospensione evidenzia anche come le restrizioni geopolitiche dello spazio aereo possano stravolgere le strategie ultra-long haul. Qantas punta sulla futura flotta Airbus A350-1000ULR del Progetto Sunrise per ripristinare voli diretti affidabili da Sydney e Melbourne verso Londra e New York dal 2027, ma le ambizioni di Perth restano vincolate alla stabilità regionale. Nel frattempo, la compagnia sta potenziando i voli stagionali Perth–Roma e ha deviato i servizi previsti Perth–Parigi via Sydney e Singapore. I responsabili della mobilità dovrebbero segnalare la modifica ovest nei materiali informativi per i viaggiatori, confermare i diritti di accesso alle lounge aeroportuali a Changi e ricordare che per la sosta a Singapore non è necessario il visto di transito australiano. Chi ha tariffe corporate negoziate dovrebbe richiedere esenzioni per eventuali violazioni dei tempi minimi di connessione causate dalla rotta più lunga.
Fonte: Air Traveler Club