
Il 26 giugno la Commissione Europea ha presentato una proposta di decisione per prorogare la Direttiva sulla Protezione Temporanea (DPT) per i rifugiati in fuga dall’invasione russa dell’Ucraina di ulteriori due anni, fino al 4 marzo 2028. Questo meccanismo, attivato per la prima volta nel marzo 2022 e attualmente applicato a oltre 4 milioni di ucraini sfollati, garantisce il diritto di vivere, lavorare, studiare e accedere all’assistenza sanitaria in tutta l’Unione Europea senza dover avviare una procedura d’asilo.
La novità politicamente delicata della proposta è una clausola richiesta dal governo di Kiev: i nuovi arrivati di sesso maschile in età di leva, e quindi soggetti al divieto di lasciare l’Ucraina durante lo stato di guerra, non potranno più beneficiare della protezione temporanea. Bruxelles sostiene che questa esclusione risponde alle esigenze di mobilitazione dell’Ucraina e contribuirà a prevenire abusi, evitando che uomini in età di leva eludano la chiamata alle armi richiedendo la DPT.
I beneficiari attuali – circa 380.000, di cui la maggior parte in Polonia – manterranno il loro status, mentre i nuovi arrivi appartenenti alla categoria esclusa dovranno richiedere visti ordinari o asilo. Per la Polonia, che ospita la più grande comunità di rifugiati ucraini in Europa, il cambiamento è significativo: gli agenti di frontiera dovranno distinguere tra rifugiati maschi di ritorno (ancora protetti) e nuovi arrivi maschi (non più eleggibili).
I datori di lavoro che impiegano personale ucraino nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’agricoltura stagionale devono prepararsi a controlli documentali più rigorosi e alla possibilità che alcune autorizzazioni di lavoro vengano negate se collegate a nuovi arrivati non idonei. Il Ministero della Famiglia e delle Politiche Sociali ha annunciato che aggiornerà le linee guida per i datori di lavoro una volta che il Consiglio adotterà formalmente la misura entro la fine dell’anno.
I team delle risorse umane dovrebbero iniziare subito a verificare le proprie forze lavoro ucraine: pianificare i rinnovi dei permessi di soggiorno tenendo conto della scadenza al 2028 e identificare eventuali dipendenti con familiari che potrebbero rientrare nella nuova esclusione. Le aziende che fanno affidamento su frequenti spostamenti transfrontalieri dovranno inoltre monitorare eventuali modifiche alle regole di rientro, poiché la Polonia potrebbe reintrodurre controlli documentali più severi al confine con l’Ucraina per far rispettare la clausola sull’età.
La novità politicamente delicata della proposta è una clausola richiesta dal governo di Kiev: i nuovi arrivati di sesso maschile in età di leva, e quindi soggetti al divieto di lasciare l’Ucraina durante lo stato di guerra, non potranno più beneficiare della protezione temporanea. Bruxelles sostiene che questa esclusione risponde alle esigenze di mobilitazione dell’Ucraina e contribuirà a prevenire abusi, evitando che uomini in età di leva eludano la chiamata alle armi richiedendo la DPT.
I beneficiari attuali – circa 380.000, di cui la maggior parte in Polonia – manterranno il loro status, mentre i nuovi arrivi appartenenti alla categoria esclusa dovranno richiedere visti ordinari o asilo. Per la Polonia, che ospita la più grande comunità di rifugiati ucraini in Europa, il cambiamento è significativo: gli agenti di frontiera dovranno distinguere tra rifugiati maschi di ritorno (ancora protetti) e nuovi arrivi maschi (non più eleggibili).
I datori di lavoro che impiegano personale ucraino nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’agricoltura stagionale devono prepararsi a controlli documentali più rigorosi e alla possibilità che alcune autorizzazioni di lavoro vengano negate se collegate a nuovi arrivati non idonei. Il Ministero della Famiglia e delle Politiche Sociali ha annunciato che aggiornerà le linee guida per i datori di lavoro una volta che il Consiglio adotterà formalmente la misura entro la fine dell’anno.
I team delle risorse umane dovrebbero iniziare subito a verificare le proprie forze lavoro ucraine: pianificare i rinnovi dei permessi di soggiorno tenendo conto della scadenza al 2028 e identificare eventuali dipendenti con familiari che potrebbero rientrare nella nuova esclusione. Le aziende che fanno affidamento su frequenti spostamenti transfrontalieri dovranno inoltre monitorare eventuali modifiche alle regole di rientro, poiché la Polonia potrebbe reintrodurre controlli documentali più severi al confine con l’Ucraina per far rispettare la clausola sull’età.
Fonte: Onet / AFP
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Polonia.Di più da Polonia
Visualizza tutto
Incontro comunitario fissato per il 29 giugno sull'importante ampliamento dell'aeroporto Chopin di Varsavia
La Guardia di Frontiera polacca arresta un colombiano ricercato dall'Interpol; richiesta di asilo blocca l'espulsione