
Durante una riunione ministeriale il 29 giugno, la Cina ha presentato una proposta ambiziosa per rivoluzionare la facilitazione del turismo all’interno del blocco Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), che comprende 21 economie, con il forte sostegno del Bureau per il Commercio e lo Sviluppo Economico di Hong Kong. Il piano, illustrato dal Ministero della Cultura e del Turismo di Pechino, prevede un allineamento più stretto dei programmi di esenzione dal visto, il riconoscimento reciproco delle credenziali di viaggio digitali e la creazione di una piattaforma condivisa “single window” per le informazioni anticipate sui passeggeri. L’obiettivo dichiarato è ridurre del 50% il tempo medio dedicato alle pratiche pre-partenza entro tre anni e avviare già dal 2027 sistemi interoperabili di e-visa tra le economie interessate.
Per le multinazionali con sede a Hong Kong, questa iniziativa potrebbe rappresentare una svolta. I dirigenti, che attualmente devono destreggiarsi tra molteplici regolamenti regionali sui visti — soprattutto per frequenti rotazioni del personale verso Cina continentale, Thailandia, Vietnam e Filippine — potrebbero, in teoria, fare una sola richiesta tramite un portale comune e ottenere l’approvazione automatica in pochi minuti. Le società di gestione viaggi stimano un risparmio amministrativo tra 2.000 e 4.000 HKD per ogni viaggio di un dipendente. Le compagnie aeree operanti all’aeroporto internazionale di Hong Kong (HKIA) hanno accolto con favore la riduzione dei colli di bottiglia, sottolineando che ciò aiuterà lo scalo a recuperare il traffico di transito pre-pandemia.
Il piano APEC promuove inoltre un’adozione più ampia delle tecnologie di frontiera contactless. Le porte “Seamless e-Channel” di Hong Kong, inaugurate sul Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao a fine giugno, sono state presentate come esempio di best practice. I delegati della Cina continentale hanno sollecitato le economie a condividere standard biometrici per il riconoscimento facciale, in modo che i viaggiatori possano riutilizzare i propri dati senza doverli reinserire a ogni frontiera. I gruppi per la privacy hanno però avvertito che l’armonizzazione deve andare di pari passo con regole rigorose sulla protezione dei dati; per questo i negoziatori hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro sulla tutela dei dati personali transfrontalieri entro il prossimo incontro dei Ministri del Turismo APEC nel 2027.
Sebbene la roadmap non sia vincolante, gli osservatori sottolineano che iniziative passate di mobilità APEC — come la APEC Business Travel Card — hanno spesso anticipato politiche poi adottate a livello nazionale. Se anche solo metà delle misure verrà attuata, i consulenti prevedono un aumento di 20 milioni di viaggiatori in transito da Hong Kong entro il 2030, con un forte impulso ai settori retail, MICE e dell’aviazione della città. Le imprese sono invitate a iniziare a rivedere le proprie politiche interne di mobilità, a pianificare budget per una maggiore domanda di viaggi e a monitorare i programmi pilota in arrivo, che potrebbero aprire corsie preferenziali per le aziende accreditate.
Per le multinazionali con sede a Hong Kong, questa iniziativa potrebbe rappresentare una svolta. I dirigenti, che attualmente devono destreggiarsi tra molteplici regolamenti regionali sui visti — soprattutto per frequenti rotazioni del personale verso Cina continentale, Thailandia, Vietnam e Filippine — potrebbero, in teoria, fare una sola richiesta tramite un portale comune e ottenere l’approvazione automatica in pochi minuti. Le società di gestione viaggi stimano un risparmio amministrativo tra 2.000 e 4.000 HKD per ogni viaggio di un dipendente. Le compagnie aeree operanti all’aeroporto internazionale di Hong Kong (HKIA) hanno accolto con favore la riduzione dei colli di bottiglia, sottolineando che ciò aiuterà lo scalo a recuperare il traffico di transito pre-pandemia.
Il piano APEC promuove inoltre un’adozione più ampia delle tecnologie di frontiera contactless. Le porte “Seamless e-Channel” di Hong Kong, inaugurate sul Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao a fine giugno, sono state presentate come esempio di best practice. I delegati della Cina continentale hanno sollecitato le economie a condividere standard biometrici per il riconoscimento facciale, in modo che i viaggiatori possano riutilizzare i propri dati senza doverli reinserire a ogni frontiera. I gruppi per la privacy hanno però avvertito che l’armonizzazione deve andare di pari passo con regole rigorose sulla protezione dei dati; per questo i negoziatori hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro sulla tutela dei dati personali transfrontalieri entro il prossimo incontro dei Ministri del Turismo APEC nel 2027.
Sebbene la roadmap non sia vincolante, gli osservatori sottolineano che iniziative passate di mobilità APEC — come la APEC Business Travel Card — hanno spesso anticipato politiche poi adottate a livello nazionale. Se anche solo metà delle misure verrà attuata, i consulenti prevedono un aumento di 20 milioni di viaggiatori in transito da Hong Kong entro il 2030, con un forte impulso ai settori retail, MICE e dell’aviazione della città. Le imprese sono invitate a iniziare a rivedere le proprie politiche interne di mobilità, a pianificare budget per una maggiore domanda di viaggi e a monitorare i programmi pilota in arrivo, che potrebbero aprire corsie preferenziali per le aziende accreditate.
Fonte: Travel and Tour World