
La più grande compagnia aerea low-cost d’Europa ha alzato la voce giovedì contro Bruxelles, definendo il nuovo Sistema di Entrata/Uscita “incompleto” e chiedendone la sospensione almeno fino a settembre. In una dichiarazione dura, riportata per prima da The Guardian, Neal McMahon, Chief Operations Officer di Ryanair, ha affermato che i passeggeri “non dovrebbero essere usati come cavie” e ha elencato sette aeroporti già alle prese con gravi disagi. Sebbene nessun aeroporto belga sia nella top seven, fonti interne alla compagnia hanno rivelato al giornale che Zaventem e Charleroi sono “sotto osservazione” con l’inizio delle vacanze scolastiche. L’intervento di Ryanair è significativo perché la compagnia trasporta più passeggeri attraverso Charleroi di qualsiasi altra e rappresenta il 27% della capacità di posti intra-UE che coinvolge il Belgio. Una sospensione totale della raccolta delle impronte digitali richiederebbe alla Commissione Europea di attivare una clausola d’emergenza che consente agli Stati membri di rinunciare alla raccolta biometrica se le code mettono a rischio la sicurezza. Airlines for Europe (A4E) e ACI Europe hanno fatto eco alla richiesta in una lettera congiunta alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sostenendo che i posti di frontiera “non sono pronti a gestire i volumi elevati previsti da metà luglio”. La comunità imprenditoriale osserva con attenzione. Le camere di commercio belghe temono che le lunghe code in uscita possano scoraggiare i viaggi d’affari a corto raggio, un segmento importante per gli esportatori del settore life sciences e tecnologia del paese. “La perdita di produttività dovuta a coincidenze mancate supera rapidamente qualsiasi beneficio in termini di sicurezza se il sistema non è pienamente operativo,” ha avvertito Gianni Duvillier, esperto di mobilità di Voka. I funzionari UE hanno risposto che i tempi medi di elaborazione sono di 70 secondi e che gli aeroporti possono già sospendere temporaneamente i controlli in caso di congestione, una flessibilità concessa fino al 1° settembre. La Commissione ha comunque convocato un incontro urgente con le compagnie aeree e i CEO degli aeroporti per martedì prossimo. Per ora, i travel manager consigliano ai dirigenti di volare con i voli di tarda mattinata e di mantenere itinerari flessibili fino a quando non sarà fatta chiarezza.
Fonte: The Guardian
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