
L'Unione Europea ha attivato la rinnovata Direttiva sul Permesso Unico, offrendo ai cittadini non UE una procedura unica per ottenere il diritto di vivere e lavorare in qualsiasi paese del blocco entro 90 giorni. È stata inoltre lanciata una piattaforma europea, l’EU Talent Pool, per mettere in contatto migranti qualificati e datori di lavoro. Importante sottolineare che il sistema non si applica a Danimarca e Irlanda, che hanno opt-out dalla legislazione UE in materia di giustizia e affari interni. Per le aziende con sedi a Dublino e nel resto d’Europa, si crea così un doppio binario nell’immigrazione: le assunzioni destinate a Francia o Germania possono usufruire del Permesso Unico più rapido, mentre per l’Irlanda restano necessari permessi di lavoro e di soggiorno separati. Questa differenza potrebbe influenzare le scelte di localizzazione: multinazionali tecnologiche e del settore life science potrebbero preferire stabilire centri R&D nel continente, dove i tempi di inserimento si riducono a tre mesi. I decisori irlandesi, che stanno già alzando le soglie salariali per i permessi di lavoro, sono sotto pressione per semplificare le procedure nazionali o rischiare la fuga di talenti. I team di mobilità globale dovranno aggiornare i flussi operativi: utilizzare l’EU Talent Pool per reclutare candidati per ruoli Schengen, ma continuare a gestire i permessi Critical Skills o General Employment per le posizioni in Irlanda. Anche i trasferimenti intra-aziendali transfrontalieri richiederanno un’attenta pianificazione per evitare che il personale resti inattivo in attesa delle autorizzazioni irlandesi.
Fonte: The Economic Times
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