
All’alba del 3 luglio 2026, la Polizia Federale brasiliana ha lanciato l’“Operazione Exchange”, eseguendo 11 ordini di arresto e 13 perquisizioni nell’area metropolitana di San Paolo per smantellare un presunto schema di riciclaggio da 10 miliardi di reais (1,9 miliardi di dollari) legato al gruppo criminale PCC. L’azione segue le sanzioni del Tesoro statunitense, emesse all’inizio della settimana, contro due brasiliani e tre società di comodo accusate di trasferire proventi della droga tra America Latina, Stati Uniti e Africa. Secondo gli investigatori, i sospetti avrebbero utilizzato un mix di contrabbando di contanti, trasferimenti bancari di alto valore e scambi di criptovalute per rimpatriare fondi che poi hanno finanziato immobili di lusso e persino quote di aerei charter. La Polizia Federale ha inoltre congelato beni e richiesto la collaborazione delle autorità americane e panamensi per sequestrare conti all’estero. Pur essendo principalmente un’operazione di giustizia penale, il blitz ha implicazioni anche per la mobilità: il gruppo avrebbe effettuato frequenti viaggi transfrontalieri, mascherati da visite di sviluppo commerciale, per giustificare ingenti acquisti di valuta estera. I responsabili della compliance brasiliani devono ora rivedere le politiche sui rimborsi per viaggi di alto valore, soprattutto quando coinvolgono partner statunitensi, per evitare rischi di sanzioni secondarie. Le multinazionali devono prepararsi a un controllo più rigoroso da parte della Banca Centrale sulle spese con carte aziendali all’estero e a ulteriori verifiche KYC quando il personale trasferisce fondi per trasferimenti internazionali. Anche i fornitori di servizi finanziari che gestiscono pacchetti per espatriati aziendali saranno sottoposti a maggiore attenzione: fonti della Polizia Federale confermano la condivisione di dati con il COAF, l’unità brasiliana di intelligence finanziaria, per individuare rimborsi per diarie anomale e carte prepagate per viaggi. I team legali dovrebbero aggiornare la formazione sull’intersezione tra le liste OFAC statunitensi e le normative brasiliane anti-riciclaggio.
Fonte: Agência Brasil