
Le principali associazioni europee dell'aviazione – che rappresentano aeroporti, compagnie di rete e low-cost – hanno scritto alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen chiedendo un meccanismo immediato per sospendere il trattamento biometrico del Sistema EES quando il volume di passeggeri supera la capacità. La lettera, pubblicata il 3 luglio e firmata da ACI Europe, A4E, ERA e altri, segnala attese “fino a cinque ore” già registrate alle frontiere esterne dello spazio Schengen dall’attivazione completa ad aprile. I leader del settore sostengono che la possibilità per gli Stati membri di posticipare la raccolta biometrica fino a inizio settembre non ha eliminato i colli di bottiglia, soprattutto negli aeroporti con traffico leisure verso il Regno Unito. Avvertono che nei mesi di luglio-agosto si prevedono 40 milioni di passeggeri in più e che i danni reputazionali potrebbero scoraggiare i visitatori, interrompere le connessioni negli hub e compromettere la competitività europea. Per le aziende britanniche la posta in gioco è alta: il 46% dei viaggi d’affari UK dello scorso anno era verso paesi Schengen. Le lunghe code all’immigrazione possono causare ritardi a riunioni, violazioni dei tempi di servizio degli equipaggi e crescenti costi di disservizio per le compagnie aeree, che ricadono infine sui budget di viaggio aziendali. Le associazioni propongono di consentire agli agenti di frontiera di tornare al timbro sul passaporto durante i picchi, accelerare l’installazione di chioschi self-service e rendere obbligatoria un’app di preregistrazione prima che il sistema diventi imprescindibile per i viaggiatori extra-UE come i britannici. Pur sostenendo che il regolamento preveda già deroghe sufficienti, corrispondenze private viste da TravelMole indicano che la Commissione sta ora valutando un modello “semaforo” che permetterebbe agli aeroporti di attivare un protocollo di sospensione una volta superate le soglie di attesa.
Fonte: TravelMole
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