
I viaggiatori diretti in Svizzera e nell’area Schengen più ampia non dovranno richiedere l’attesa autorizzazione di viaggio ETIAS fino al 2027, dopo che la Commissione Europea ha silenziosamente posticipato la data di avvio di almeno nove mesi. La decisione, riportata per la prima volta dal Financial Times e confermata da fonti della Commissione il 7 luglio, arriva dopo settimane di lamentele per le lunghe code causate dal nuovo sistema biometrico di ingresso/uscita (EES) negli aeroporti europei, tra cui Zurigo e Ginevra. ETIAS era previsto per il lancio nell’ultimo trimestre del 2026, richiedendo ai cittadini esenti da visto, come britannici, americani e australiani, di ottenere un permesso online da 20 euro prima di imbarcarsi su voli, treni o pullman diretti nell’area Schengen. Airlines for Europe (A4E), ACI Europe e IATA avevano avvertito Bruxelles con una lettera aperta il 1° luglio, segnalando che gli aeroporti stavano già registrando attese fino a cinque ore per i passeggeri extra-UE, mentre la polizia di frontiera faticava con i chioschi per la rilevazione di impronte digitali e riconoscimento facciale. L’aeroporto di Zurigo ha riferito che i tempi di elaborazione EES per i nuovi arrivi si attestano in media a 3 minuti, rispetto ai 45 secondi del vecchio sistema di timbratura. Il rinvio è un sollievo per gli enti turistici svizzeri e le multinazionali che temevano un “doppio colpo” con il lancio simultaneo di due sistemi nuovi durante lo stesso orario invernale. I team HR con sede in Svizzera possono mettere in pausa le campagne di sensibilizzazione su ETIAS per i dipendenti provenienti da Canada, USA e Asia, e i responsabili dei viaggi possono posticipare le integrazioni IT con l’API di verifica vettori di ETIAS. Tuttavia, le aziende sono invitate a non abbassare completamente la guardia. La Commissione ribadisce che ETIAS resta un obbligo legale e comunicherà una nuova data “non appena le prestazioni di EES saranno stabilizzate”. Dal momento in cui ETIAS entrerà in vigore, i vettori rischieranno sanzioni per il trasporto di passeggeri senza autorizzazione valida, rendendo fondamentale la conformità preventiva. I team di mobilità dovrebbero sfruttare questa proroga per verificare l’accuratezza dei dati dei viaggiatori (in particolare validità del passaporto e luogo di nascita) e per formare il personale sulle procedure di acquisizione biometrica, al fine di evitare colli di bottiglia. Per la Svizzera — che, pur non essendo membro UE, applica le regole Schengen — il rinvio concede anche tempo all’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) per completare l’integrazione dei sistemi svizzeri di vettori e agenzie di viaggio con la piattaforma centrale ETIAS dell’UE. I funzionari di Berna ammettono privatamente che i test sono in ritardo rispetto al programma.
Fonte: Berliner Zeitung