
Gli aeroporti svizzeri si preparano a una delle stagioni di vacanze più difficili dall’apertura post-Covid, a causa del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea, che sta causando ingorghi senza precedenti ai controlli passaporti. Dal 10 aprile 2026, ogni viaggiatore non appartenente all’UE/Schengen deve fornire impronte digitali e un’immagine facciale al primo attraversamento di un confine esterno Schengen. Sebbene il processo digitale miri a migliorare la sicurezza e automatizzare il calcolo delle regole sui 90/180 giorni, la registrazione richiede molto più tempo rispetto al tradizionale timbro sul passaporto.
Il 5 luglio il quotidiano tedesco Merkur ha riportato code fino a cinque ore in aeroporti europei, citando una lettera aperta di Airports Council International (ACI) Europe e Airlines for Europe indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Le associazioni di categoria definiscono la situazione “critica” e chiedono a Bruxelles di permettere agli Stati membri di sospendere o ridurre i controlli EES nei momenti di picco.
La Svizzera, pur non essendo membro UE, partecipa pienamente a Schengen; i chioschi biometrici installati a Zurigo e Ginevra lo scorso inverno sono quindi soggetti alle stesse regole. I dati operativi dell’aeroporto di Zurigo mostrano che una registrazione EES richiede in media due minuti per passeggero, sei volte più del timbro precedente, creando un disallineamento tra la capacità dei chioschi e il volume di passeggeri estivo. Swissport, che gestisce la maggior parte del personale a terra a Zurigo, ha spostato 60 agenti dal check-in alla gestione delle code ai confini, ma consiglia comunque ai viaggiatori non UE di prevedere tre ore per i trasferimenti, invece dei consueti 60-90 minuti.
Anche l’aeroporto di Ginevra è sotto pressione: la direzione ha dichiarato al quotidiano locale Tribune de Genève di poter processare 1.100 passeggeri all’ora con i suoi 38 chioschi, ma prevede 1.600 arrivi all’ora nelle domeniche di punta di luglio e agosto. Le compagnie aeree che operano in Svizzera stanno adeguando le loro operazioni: SWISS ha esteso i tempi minimi di connessione per gli arrivi a lungo raggio a Zurigo da 40 a 55 minuti, mentre easyJet posizionerà temporaneamente a Ginevra ulteriori aerei per assorbire i ritardi mattutini previsti.
I responsabili dei viaggi aziendali avvertono già le difficoltà; diverse multinazionali del cluster delle scienze della vita di Basilea hanno chiesto ai dipendenti di prenotare voli anticipati o di organizzare riunioni virtuali per evitare coincidenze perse. La polizia federale svizzera (fedpol) non prevede di chiedere una sospensione generale dell’EES, ma riconosce “problemi iniziali”. Un portavoce ha confermato che la Svizzera sta testando l’app mobile di pre-registrazione dell’UE, ma il lancio completo “non avverrà prima di settembre”.
Nel frattempo, i viaggiatori d’affari sono invitati a registrare le impronte digitali ai valichi meno affollati come Basilea/Weil-am-Rhein o il settore francese di Ginevra, dove i tempi di attesa restano sotto i 30 minuti. L’Associazione Svizzera dei Viaggi d’Affari (VBTA) ha diffuso un bollettino speciale invitando le aziende a informare i viaggiatori sulle nuove procedure e a prevedere margini di tempo maggiori negli itinerari per tutta l’estate.
Il 5 luglio il quotidiano tedesco Merkur ha riportato code fino a cinque ore in aeroporti europei, citando una lettera aperta di Airports Council International (ACI) Europe e Airlines for Europe indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Le associazioni di categoria definiscono la situazione “critica” e chiedono a Bruxelles di permettere agli Stati membri di sospendere o ridurre i controlli EES nei momenti di picco.
La Svizzera, pur non essendo membro UE, partecipa pienamente a Schengen; i chioschi biometrici installati a Zurigo e Ginevra lo scorso inverno sono quindi soggetti alle stesse regole. I dati operativi dell’aeroporto di Zurigo mostrano che una registrazione EES richiede in media due minuti per passeggero, sei volte più del timbro precedente, creando un disallineamento tra la capacità dei chioschi e il volume di passeggeri estivo. Swissport, che gestisce la maggior parte del personale a terra a Zurigo, ha spostato 60 agenti dal check-in alla gestione delle code ai confini, ma consiglia comunque ai viaggiatori non UE di prevedere tre ore per i trasferimenti, invece dei consueti 60-90 minuti.
Anche l’aeroporto di Ginevra è sotto pressione: la direzione ha dichiarato al quotidiano locale Tribune de Genève di poter processare 1.100 passeggeri all’ora con i suoi 38 chioschi, ma prevede 1.600 arrivi all’ora nelle domeniche di punta di luglio e agosto. Le compagnie aeree che operano in Svizzera stanno adeguando le loro operazioni: SWISS ha esteso i tempi minimi di connessione per gli arrivi a lungo raggio a Zurigo da 40 a 55 minuti, mentre easyJet posizionerà temporaneamente a Ginevra ulteriori aerei per assorbire i ritardi mattutini previsti.
I responsabili dei viaggi aziendali avvertono già le difficoltà; diverse multinazionali del cluster delle scienze della vita di Basilea hanno chiesto ai dipendenti di prenotare voli anticipati o di organizzare riunioni virtuali per evitare coincidenze perse. La polizia federale svizzera (fedpol) non prevede di chiedere una sospensione generale dell’EES, ma riconosce “problemi iniziali”. Un portavoce ha confermato che la Svizzera sta testando l’app mobile di pre-registrazione dell’UE, ma il lancio completo “non avverrà prima di settembre”.
Nel frattempo, i viaggiatori d’affari sono invitati a registrare le impronte digitali ai valichi meno affollati come Basilea/Weil-am-Rhein o il settore francese di Ginevra, dove i tempi di attesa restano sotto i 30 minuti. L’Associazione Svizzera dei Viaggi d’Affari (VBTA) ha diffuso un bollettino speciale invitando le aziende a informare i viaggiatori sulle nuove procedure e a prevedere margini di tempo maggiori negli itinerari per tutta l’estate.
Fonte: Merkur
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