
Durante il consueto briefing stampa dell'8 luglio, la portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning ha evidenziato un aumento significativo degli arrivi di visitatori statunitensi nella prima metà del 2026, affermando che Pechino «accoglie con favore più amici americani per scoprire una Cina autentica e multidimensionale». Mao ha citato i dati sull’immigrazione appena pubblicati, che mostrano come i titolari di passaporto USA abbiano effettuato 420.000 ingressi da gennaio a giugno, con un incremento del 39% rispetto all’anno precedente e superando i livelli pre-pandemia del 2019 per lo stesso periodo. Ha attribuito questo trend all’aumento delle frequenze dei voli, alla semplificazione delle dichiarazioni sanitarie online e alla politica unilaterale cinese di esenzione dal visto per 30 giorni per Canada e Regno Unito, «che ha creato una pressione tra le compagnie aeree e le agenzie di viaggio nei mercati occidentali affinché richiedano accessi analoghi».
Sebbene le dichiarazioni di Mao siano di natura diplomatica più che normativa, rappresentano un segnale importante per i pianificatori della mobilità. Le aziende statunitensi hanno infatti incontrato difficoltà a causa dei lunghi tempi di attesa per i colloqui presso i consolati cinesi; il sostegno pubblico agli scambi tra persone offre ora alle imprese un ulteriore argomento per richiedere appuntamenti accelerati tramite i canali di AmCham. Gli addetti ai lavori del settore viaggi hanno inoltre sottolineato come la portavoce abbia menzionato il programma di scambio giovanile «Segui il Panda, Scopri la Cina», che beneficia del regime di transito senza visto fino a 240 ore, indicandolo come modello per facilitare i viaggi di gruppo in futuro.
Dietro le quinte, la crescita del traffico in entrata sta mettendo sotto pressione gli aeroporti di primo livello: l’aeroporto di Pechino Capital ha riaperto due varchi elettronici dedicati “North America Express” per i passeggeri che pre-registrano le impronte digitali, mentre Shanghai Pudong prevede di testare chioschi di immigrazione con riconoscimento vocale prima del picco di traffico della Golden Week di ottobre. Le compagnie aeree statunitensi stanno rispondendo di conseguenza: United Airlines aggiungerà una quinta rotazione settimanale San Francisco–Shanghai dal 22 luglio, mentre Delta ha richiesto di riprendere il collegamento Minneapolis–Pechino a settembre, in attesa dell’approvazione del Dipartimento dei Trasporti.
Il messaggio per le multinazionali è chiaro: la Cina punta a un coinvolgimento diretto e il disagio nei viaggi è destinato a diminuire ulteriormente. Le aziende che pianificano conferenze regionali o audit fornitori nel quarto trimestre dovrebbero prenotare i posti ora, poiché le compagnie aeree assegnano solitamente le disponibilità per accordi corporate con due-tre mesi di anticipo. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai cittadini con doppia nazionalità che la Cina non riconosce la doppia cittadinanza; i dipendenti che entrano con documenti di viaggio cinesi potrebbero essere soggetti alla giurisdizione locale, indipendentemente dal supporto consolare statunitense.
Sebbene le dichiarazioni di Mao siano di natura diplomatica più che normativa, rappresentano un segnale importante per i pianificatori della mobilità. Le aziende statunitensi hanno infatti incontrato difficoltà a causa dei lunghi tempi di attesa per i colloqui presso i consolati cinesi; il sostegno pubblico agli scambi tra persone offre ora alle imprese un ulteriore argomento per richiedere appuntamenti accelerati tramite i canali di AmCham. Gli addetti ai lavori del settore viaggi hanno inoltre sottolineato come la portavoce abbia menzionato il programma di scambio giovanile «Segui il Panda, Scopri la Cina», che beneficia del regime di transito senza visto fino a 240 ore, indicandolo come modello per facilitare i viaggi di gruppo in futuro.
Dietro le quinte, la crescita del traffico in entrata sta mettendo sotto pressione gli aeroporti di primo livello: l’aeroporto di Pechino Capital ha riaperto due varchi elettronici dedicati “North America Express” per i passeggeri che pre-registrano le impronte digitali, mentre Shanghai Pudong prevede di testare chioschi di immigrazione con riconoscimento vocale prima del picco di traffico della Golden Week di ottobre. Le compagnie aeree statunitensi stanno rispondendo di conseguenza: United Airlines aggiungerà una quinta rotazione settimanale San Francisco–Shanghai dal 22 luglio, mentre Delta ha richiesto di riprendere il collegamento Minneapolis–Pechino a settembre, in attesa dell’approvazione del Dipartimento dei Trasporti.
Il messaggio per le multinazionali è chiaro: la Cina punta a un coinvolgimento diretto e il disagio nei viaggi è destinato a diminuire ulteriormente. Le aziende che pianificano conferenze regionali o audit fornitori nel quarto trimestre dovrebbero prenotare i posti ora, poiché le compagnie aeree assegnano solitamente le disponibilità per accordi corporate con due-tre mesi di anticipo. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai cittadini con doppia nazionalità che la Cina non riconosce la doppia cittadinanza; i dipendenti che entrano con documenti di viaggio cinesi potrebbero essere soggetti alla giurisdizione locale, indipendentemente dal supporto consolare statunitense.